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Nuove iniziative in onore di fra Michele Piccirillo

25/05/2009  |  Roma
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Erano tanti gli amici di padre Michele Piccirillo accorsi per l'anteprima di Verso il Santo Sepolcro, il documentario di Luca Archibugi che vede protagonista il frate archeologo scomparso lo scorso anno e i suoi lavori. Nella serata di sabato 23 maggio molta gente è rimasta in piedi alla Delegazione romana della Custodia di Terra Santa. «È una grande testimonianza di affetto verso padre Michele e un riconoscimento alla sua opera», ha sottolineato il delegato padre David M. Jaeger. Prima della proiezione del film hanno preso la parola due grandi amici di Piccirillo: padre Giovanni Claudio Bottini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e Franco Scaglia, scrittore e presidente di Rai Cinema, che hanno annunciato due iniziative editoriali per onorare il francescano di origini campane.


Erano tanti gli amici di padre Michele Piccirillo accorsi per l’anteprima di Verso il Santo Sepolcro, il documentario di Luca Archibugi che vede protagonista il frate archeologo scomparso lo scorso anno e i suoi lavori. «Siamo gente di poca fede – ha detto sorridendo padre David M. Jaeger, delegato di Terra Santa per l’Italia, che ha guidato la serata – pensavamo che avremmo fatto fatica a riempire la sala, e invece…». E invece sabato 23 maggio è rimasta tanta gente in piedi, alla Delegazione romana della Custodia. «È una grande testimonianza di affetto verso padre Michele e un riconoscimento alla sua opera», ha sottolineato Jaeger.

Prima della proiezione del film, che ha partecipato con successo al recente Festival del cinema archeologico Capitello d’oro, sono intervenuti due grandi amici di Piccirillo: padre Giovanni Claudio Bottini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e Franco Scaglia, scrittore e, in quanto presidente di Rai Cinema, produttore del documentario.

«Dalle tante carte di padre Michele che abbiamo ritrovato – ha detto Bottini – è emerso tutto il legame che egli aveva con il Santo Sepolcro: è stato il primo luogo santo che ha visitato non appena arrivato a Gerusalemme, nel 1960, nemmeno sedicenne, pochi giorni prima di iniziare il noviziato». Bottini ha annunciato che lo Studium Biblicum ha in cantiere due iniziative editoriali per ricordare Piccirillo: un volume commemorativo con le testimonianze personali di amici, confratelli e colleghi, che sarà pubblicato nel primo anniversario della scomparsa, il prossimo autunno, e una miscellanea di studi archeologici, con il contributi scientifici del mondo accademico israeliano, giordano, siriano e dei Territori palestinesi. «Ma non vorremmo ricordare padre Michele solo con le parole – ha spiegato Bottini – anche perché lui le amava solo se accompagnate coi fatti: chi vuole onorarne la memoria può invece continuare la sua opera, finanziando, per esempio, microprogetti di ricerca o borse di studio per gli studenti dello Studium Biblicum».

Anche Scaglia ha fatto un annuncio importante: il 9 giugno sarà presentato un cofanetto di 4 dvd con i documentari che raccontano l’opera di padre Piccirillo, tra i quali lo stesso Verso il Santo Sepolcro e Tessere di pace in Medio Oriente, premiato nel 2008 con il Capitello d’argento. «Visto che della Rai si parla sempre e solo per le cose peggiori, come le nomine, questa sarà un’occasione per far vedere che sappiamo fare anche dell’altro, che siamo un’azienda culturale», ha detto Scaglia, che ha anticipato che alla presentazione, nella Sala degli Arazzi di viale Mazzini, interverranno il ministro degli Esteri Franco Frattini, gli ambasciatori di Israele e di molti Paesi arabi, e il nunzio apostolico in Italia mons. Giuseppe Bertello. «Sarà una grande anteprima, perché questo progetto "piccirilliano" la merita davvero. All’inizio, a Rai Cinema, eravamo pieni di dubbi. Pensavo: un intero film a tema archeologico… verrà fuori un chiummo, come si dice a Napoli, una cosa pesante». Scaglia, mentre lo racconta, sorride. «E invece viene fuori tutto il fascino e la passione dell’opera di padre Michele. L’idea di mettere insieme Piccirillo e un laico comunistoide come Archibugi ha dato i suoi frutti». Il «comunistoide» Archibugi, rimasto in piedi nella sala gremita, sorride anche lui.

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