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L’Azione Cattolica prega per la Terra Santa

19/01/2009  |  Roma
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Una giornata di preghiera internazionale per la pace in Terra Santa: l'ha celebrata domenica 18 gennaio scorso l'Azione Cattolica (Ac), con un'iniziativa partita dall'associazione italiana in risposta agli inviti di Benedetto XVI negli Angelus del 4, del 6 e dell'11 gennaio, e alla quale hanno aderito anche molte realtà di Ac di altri Paesi del mondo. Per replicare alle armi che risuonano a Gaza, l'associazione ha scelto di dedicare una giornata straordinaria all'invocazione per la pace nella terra di Gesù, nella domenica che apre la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani.


Una giornata di preghiera internazionale per la pace in Terra Santa: l’ha celebrata domenica 18 gennaio scorso l’Azione Cattolica (Ac), con un’iniziativa partita dall’associazione italiana in risposta agli inviti di Benedetto XVI negli Angelus del 4, del 6 e dell’11 gennaio, e alla quale hanno aderito anche molte realtà di Ac di altri Paesi del mondo.

L’Ac dedica tradizionalmente l’intero mese di gennaio al tema della pace, a partire dalla Giornata mondiale del primo dell’anno e chiudendo con la marcia romana dei bambini dell’Azione Cattolica Ragazzi (Acr) che ogni anno termina con il gesto delle colombe liberate dal Papa dalla sua finestra del palazzo apostolico.

Stavolta, per replicare alle armi che risuonano a Gaza, l’associazione ha scelto di dedicare una giornata straordinaria all’invocazione per la pace nella terra di Gesù, nella domenica che apre la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. «Talvolta la nostra fragilità umana ci porta a rimuovere dal cuore l’orrore della guerra. È invece questo il momento in cui dobbiamo guardare in faccia la realtà e operare per la pace, con la preghiera, i gesti concreti e la denuncia decisa, in special modo quando le vittime sono civili e bambini», ha detto il presidente Franco Miano aprendo il consiglio nazionale dell’Ac riunito proprio il 18 a Roma.

«Almeno 50 associazioni diocesane, in tutta Italia, hanno raccolto l’invito alla preghiera straordinaria, e la loro adesione ha permesso il moltiplicarsi delle iniziative in tantissime comunità parrocchiali», ha dichiarato a Terrasanta.net il vicepresidente dell’Ac e responsabile del settore giovanile, Marco Iasevoli.

Le celebrazioni si sono svolte in tutto il Paese, dal nord al sud. A Savona in tutte le parrocchie hanno condiviso il testo di una intenzione comune alla preghiera dei fedeli, e il 23 gennaio in cattedrale si terrà una liturgia ecumenica della Parola sulla quale convergerà anche la supplica per la pace. Il giorno dopo una veglia presieduta dal vescovo si terrà anche a Chiavari, dove l’Ac è impegnata dal 17 in un percorso per giovani in collaborazione con la Caritas sul tema della Giornata del primo gennaio Combattere la povertà, costruire la pace. In tanti hanno partecipato invece a Ferrara alla Messa per la pace che l’associazione diocesana ha celebrato alla parrocchia della Sacra Famiglia, al termine di un incontro formativo rivolto agli adulti.

A Trani (Bari), diocesi storicamente legata alla Terra Santa (il pastore locale conserva per una secolare tradizione il titolo di «vescovo di Nazaret»), l’Ac ha rilanciato il suo progetto Un ponte di amicizia, per attivare gesti concreti di solidarietà verso le popolazioni colpite dalla guerra. Anche ad Acireale (Catania) ci si attiva per aiutare le vittime del conflitto: fino al 24 gennaio i giovani dell’associazione venderanno, nei pressi della cattedrale, prodotti del commercio equo e solidale e borse di juta per finanziare i progetti di solidarietà attivati dall’Ac.

La mobilitazione dell’Ac non si è fermata solo all’Italia: in molti dei Paesi che aderiscono al Forum internazionale dell’Azione Cattolica sono stati celebrati momenti di preghiera speciali, soprattutto in Spagna, a Malta e in Argentina. Non ci si fermerà, ha assicurato Iasevoli: «Molte realtà si stanno organizzando per integrare l’intenzione per la Terra Santa con le iniziative ordinarie del mese della pace. In particolar modo l’Acr coinvolgerà almeno 50 mila bambini in tutto il Paese nelle tradizionali “feste della pace” diocesane, cittadine e parrocchiali. Tutto questo non nasce da uno sforzo momentaneo, ma dall’azione educativa quotidiana dell’associazione».

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