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La Banca Mondiale: riqualificare l’istruzione in Medio Oriente

11/02/2008  |  Milano
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La Banca Mondiale: riqualificare l’istruzione in Medio Oriente
Piccoli scolari giordani (foto G. Caffulli).

Serve una riforma dell'istruzione nei Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa che rischiano di rimanere indietro nella crescita economica rispetto alle altre aree del mondo in via di sviluppo. Lo sostiene un recente rapporto diffuso dalla Banca Mondiale che ha analizzato, dal punto di vista della globalizzazione, l'impatto degli investimenti per l'educazione nella regione araba.


Serve una riforma dell’istruzione nei Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa che rischiano di rimanere indietro nella crescita economica rispetto alle altre aree del mondo in via di sviluppo. Lo sostiene un recente rapporto diffuso dalla Banca Mondiale che ha analizzato, dal punto di vista della globalizzazione, l’impatto degli investimenti per l’educazione nella regione araba.

Negli ultimi quarant’anni, i Paesi considerati nella ricerca hanno investito in media per l’educazione il 5 per cento del loro Pil e il 20 per cento della spesa complessivamente sostenuta dai governi. Si tratta di cifre più elevate di quelle stanziate in altri Stati con lo stesso reddito pro capite. Ma questo non è bastato a mantenere il passo con i cambiamenti economici in corso. Ci sono stati miglioramenti nell’accesso scolastico, il numero degli iscritti ai più alti livelli d’istruzione è quintuplicato tra il 1970 e il 2003. Anche il gap di genere è stato in buona parte colmato. Però – recita il rapporto della Banca Mondiale – i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente sono comunque rimasti indietro rispetto alle economie in via di sviluppo dell’America Latina e dell’Asia. Non si è riusciti così ad abbassare gli alti tassi di disoccupazione (il 14 per cento in media) e a trainare lo sviluppo e la produttività.

La Banca Mondiale mette in luce poi come il forte ritardo nel settore educativo presenti accenti diversi nel mondo arabo. In termini di accesso all’istruzione, equità, efficienza e qualità dell’insegnamento è la Giordania a collocarsi in testa alla classifica, seguita dal Kuwait. Ultimi posti invece per Marocco, Iraq, Yemen e Gibuti. Infine su posizioni intermedie: Egitto, Libano e Territori palestinesi. Di certo tutta la regione deve fare i conti con una popolazione estremamente giovane (il 65 per cento è sotto i 25 anni), che ha bisogno di istruzione prima e di un posto di lavoro poi. Da qui l’urgenza di riformare il sistema educativo. Secondo la Banca Mondiale occorre un approccio d’insegnamento più analitico e critico, che educhi non a «cosa pensare» ma a «come pensare». Per affrontare i cambiamenti dovuti alla globalizzazione bisogna essere competitivi e possedere quindi abilità tecnologiche e comunicative (fondamentale l’apprendimento delle lingue straniere). Per questo i governi del Nord Africa e del Medio Oriente devono fare presto – insiste la Banca Mondiale – per ridurre il numero di disoccupati e non perdere il treno dello sviluppo.

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