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Viaggiatori e pellegrini

01/10/2007  |  Milano
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Un libro per raccontare i pellegrinaggi cristiani, colti nella loro epoca d'oro (dalla fine dell'anno 1000 alla metà circa del 1500). Lo stile vivace dell'opera cattura il lettore fin dalle prime pagine inducendolo ad accompagnare gli antichi pellegrini su strade misteriose verso le sacre mete. Si scopre così l'identità di quanti intraprendevano un viaggio a volte senza ritorno: pubblici peccatori in viaggio di espiazione, avventurieri in cerca di gloria e di reliquie o pieni di curiosità turistica, devoti cristiani ansiosi di vedere e toccare i Luoghi Santi...


«Proverò a raccontare la storia di quelli che – fatto testamento e detto addio ai familiari – si incamminarono verso Gerusalemme o Roma, Compostela o Canterbury, o un’altra delle miriadi di destinazioni non altrettanto celebri» (p. 8). Così l’autore – diplomatico inglese e scrittore di libri di viaggio – spiega il suo intento di raccontare i pellegrinaggi cristiani, colti nella loro epoca d’oro (dalla fine dell’anno 1000 alla metà circa del 1500).

Lo stile vivace e disinvolto del libro sostiene piacevolmente il lettore che fin dalle prime pagine si sente lietamente catturato dagli antichi pellegrini sulle strade misteriose verso le sacre mete. Egli viene così a conoscere l’identità (e le motivazioni) di quanti intraprendevano un viaggio a volte senza ritorno: pubblici peccatori in viaggio (a volte imposto!) di espiazione, avventurieri in cerca di gloria e di reliquie o pieni di curiosità turistica, devoti cristiani ansiosi di vedere con i propri occhi e toccare con le proprie mani i Luoghi Santi…

Lo svolgimento del racconto alterna illustrazioni sulle mete (classiche e meno note) dei pellegrinaggi medievali con descrizioni dei viaggiatori e delle loro esperienze. Circa i luoghi di destinazione, l’attenzione è rivolta al significato religioso che – nel corso dei secoli – esse avevano per il pellegrino medievale. Dei personaggi, invece, l’autore si è premurato di riprendere e sintetizzare (e commentare con ironia) le memorie scritte lasciate dai pellegrini. Dai sedici capitoli si ricava così un’animata sequenza di affreschi con coloriti scorci sulla società e sulla religione del tempo, con personaggi davvero affascinanti e capaci di raccontare il fascino di un’epoca tutt’altro che buia.

Un interesse forse particolare suscita l’esteso capitolo 13, «Pellegrinaggi armati. Le crociate in Terra Santa, la crociata albigese, il pellegrinaggio di grazia». Ciò che vi viene raccontato aiuta a comprendere i retroscena di viaggi e avventure che si svolgevano in contesti a noi poco conosciuti ma caratteristici.

Al termine del libro, la «Bibliografia scelta» (pp. 250-253) permette di proseguire idealmente il viaggio. Un piacevole volume che racconta il passato e che è capace di porre interrogativi sul presente.

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