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La nostra route in Terra Santa

24/09/2007  |  Roma
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In agosto un gruppo di giovani scout italiani ha effettuato una route in Terra Santa promossa dalla Compagnia di San Giorgio - un'associazione sorta nell'ambito dello scoutismo romano - in collaborazione con la Custodia. Uno dei partecipanti ci racconta in poche righe lo svolgersi di quel pellegrinaggio.



Un capo scout vive in cammino costante. Verifica i suoi passi su nuovi sentieri dove ha l’occasione di testare le proprie scelte: alcuni sentieri sono particolarmente idonei, come la route di Terra Santa, organizzata nel mese di agosto dalla Compagnia di San Giorgio, associazione di adulti scout che collabora con gli scout cattolici di Palestina. Alla Route hanno partecipato più di 30 giovani capi e rover/scolte dell’Agesci. L’obiettivo era conoscere i luoghi sacri della cristianità, approfondire la conoscenza di Gesù e scoprire la Palestina, attraverso l’ottica affascinante di una route.

La prima tappa è stata Betlemme, città palestinese, presso la grotta dei pastori, la Natività, il Baby Caritas Hospital; qui abbiamo condiviso un fuoco con gli scout cattolici che ci hanno accolto a suon di cornamuse e tamburi. Spirito di fraternità ed integrazione rapidissima. Ad ognuno di noi hanno regalato una kefiah, un braccialetto, un rosario e tanti sinceri sorrisi. Abbiamo conosciuto le loro difficoltà; abbiamo offerto la nostra amicizia, quasi prigionieri come sono, interdetti persino a visitare Gerusalemme.

Passando per il check-point di Betlemme, attorniato da mura altissime, abbiamo intrapreso il viaggio verso la Galilea attraversando le dune del deserto di Giudea; lì, nel calore trasudante e nel silenzio spezzato dal vento che accarezzava la sabbia ambrata, ci siamo fermati per un forte momento di riflessione.

Quindi, Gerico, la città più antica del mondo, e poi il Mar Morto, dove abbiamo fatto il bagno nell’acqua salatissima. Dopo la salita a piedi al Monte Tabor – dove abbiamo trascorso una notte di fuoco e stelle nel convento francescano – Nazaret, dove abbiamo partecipato alla processione alla casa di Maria, intonando in latino l’Ave Maria mentre un muezzin pregava in arabo.

Passo successivo il Mar di Galilea, Cafarnao e il Monte delle Beatitudini, poi Gerusalemme. Nella Città Santa i luoghi della Passione ed il Sepolcro – ritrovando i passi del Vangelo in chiese, strade, bazar – e quelli sacri agli ebrei e all’islam. La Via Crucis con i testi francescani, celebrata nel marasma del mercato di Gerusalemme. In route abbiamo parlato con medici, professori, religiosi, mercanti, uomini, donne, ragazzi palestinesi, israeliani, cristiani, musulmani, greco-ortodossi: tanti visi gentili, tanti occhi pieni di saggezza e sofferenza, tante voci pronte a parlare di quello che succede nella città che è l’anima del mondo, dove c’è chi lotta ogni giorno per difendere il proprio credo e la propria vita.

Infine l’incontro con il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, per comprendere che a noi cristiani è affidato il compito di testimoniare l’amore di Dio in mezzo ad ogni conflitto. Rimane la voglia di tornare e camminare insieme, verso tutto ciò che non credevi potesse essere toccato. Un’esperienza da vivere. L’appuntamento per gli interessati è alla prossima estate.

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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