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Frati under 10, ritorno al Vangelo in Terra Santa

03/07/2007  |  Nazareth
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Si è aperto domenica primo luglio a Nazareth il «capitolo delle stuoie» dei Frati minori under ten. Da tutto il mondo sono confluiti in Terra Santa 177 giovani francescani in rappresentanza di tanti altri confratelli rimasti a casa. Insieme con loro i membri del definitorio, cioè il governo centrale dei Frati minori. In tutto sono circa 200 i religiosi riuniti nella terra di Gesù intorno al ministro generale, fra José Rodríguez Carballo. L'intento di questa riunione internazionale, che si conclude l'8 luglio a Betlemme, è di porsi in ascolto delle attese, delle richieste e delle fatiche dei giovani consacrati, ma ancora prima di proseguire il cammino di rinnovamento intrapreso dall'Ordine dei Frati minori. Un cammino che esige un ritorno all'essenziale: quel cuore pulsante che è il Vangelo di Gesù, annunciato per la prima volta proprio in Terra Santa.



Si è aperto domenica primo luglio a Nazareth il terzo capitolo delle stuoie dei Frati minori under ten. Da tutto il mondo sono confluiti in Terra Santa 177 giovani francescani in rappresentanza di tanti altri confratelli rimasti a casa. Insieme con loro i membri del definitorio, cioè il governo centrale dei frati minori. In tutto sono circa 200 i religiosi riuniti nella terra di Gesù intorno al ministro generale, fra José Rodríguez Carballo.

In gergo francescano si parla di «capitolo delle stuoie» facendo riferimento a una delle prime grandi riunioni dell’Ordine, quando nel 1221, ad Assisi, cinquemila frati si riunirono con san Francesco – riparandosi solo con giunchi e stuoie – per riflettere sulla loro vocazione. Oggigiorno i «capitoli delle stuoie» hanno il taglio di riflessioni corali su temi di carattere spirituale.

Quello in corso in Terra Santa è specificamente per i frati «under 10», cioè coloro che da meno di dieci anni hanno emesso la professione solenne (impegnandosi a vivere la vocazione religiosa francescana fino alla morte). In altri termini si tratta per lo più di uomini giovani, generalmente al di sotto dei 40 anni d’età.

Una simile riunione internazionale è già avvenuta altre due volte di recente: nel 1995 a Santiago de Compostela, in Spagna, e nel 2001 a Canindé, in Brasile.

Padre Juan Ignacio Muro, membro del definitorio generale dei Frati minori e incaricato di seguire da vicino i lavori preparatori del capitolo, ci spiega le ragioni della scelta di riunirsi in Terra Santa: «Una prima ragione sta nello legame personale del nostro ministro generale con la Terra Santa, dove ha trascorso cinque anni della sua formazione francescana. Ma vi sono altri motivi per questa scelta: l’Ordine sta vivendo un cammino di rinnovamento in cui si chiede il ritorno all’essenziale. L’essenziale è il Vangelo, come ci insegna lo stesso Francesco. La Terra Santa sta a cuore all’Ordine anche per le difficoltà che la caratterizzano. Vogliamo immergerci in quelle difficoltà e credere che sia comunque possibile un dialogo con tutti. L’icona che ci guida in questo capitolo delle stuoie è quella dei discepoli di Emmaus, scoraggiati in mezzo alle difficoltà. Noi, a volte, siamo come loro, ma il Signore ci spinge ad avere fiducia».

Convocando la riunione, il ministro generale scriveva che «questo Capitolo vuole essere un momento privilegiato per l’Ordine, in cui porsi in ascolto della voce dei più giovani, dei loro sogni e dei loro desideri, delle loro difficoltà e delle loro paure, delle aspettative e delle speranze che nutrono per il futuro». Ma cosa chiedono i giovani frati?

Padre Juan spiega che «la richiesta più forte è di creare fraternità più cordiali, che abbiano cura del frate e dove ogni membro si prenda cura dell’altro. Spesso siamo presi dalle cose da fare e trascuriamo la vita interna delle comunità. Da alcuni viene la constatazione, se non la lamentela, che con il trascorrere del tempo viene meno l’accompagnamento del frate. La formazione permanente non è curata al pari di quella dei primi anni. C’è bisogno di curare di più la vita spirtuale e di preghiera e spirituale. Noi membri del definitorio ci proponiamo di ascoltare tutto ciò che emergerà per poi riproporre al resto dell’Ordine le sfide e le sollecitazioni che verranno dai frati giovani».

Quello in corso in questi giorni è un capitolo itinerante. Dopo l’introduzione nel pomeriggio di sabato 30 giugno, il momento solenne di apertura è stato la Messa celebrata domenica mattina nella basilica dell’Annunciazione e presieduta dal ministro generale. Al termine ogni frate è entrato nella Grotta dell’Annunciazione per rinnovare nel silenzio il suo personale «sì» al Signore. Mercoledì 4 luglio i 200 frati visitano l’area di Cafarnao e i vicini santuari di Tabgha e del Monte delle Beatitudini; giovedì è la volta del Monte Tabor, dove è in programma una lectio divina dettata dal cardinale Carlo Maria Martini; venerdì il trasferimento a Gerusalemme. Lì è in calendario un incontro con il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.

I lavori si chiudono domenica 8 luglio a Betlemme.

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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