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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Quattro regole di civiltà

15/03/2007  |  Milano
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I più accorti navigatori di Internet conoscono l'esistenza della netiquette, un semplice galateo a cui ispirare le proprie interazioni con l'universo virtuale, così da mantenere degno il livello di comunicazione tra persone.Qualcuno, come Bradley Burston nel blog che pubblica sul sito del quotidiano israeliano Haaretz, propone poche e chiare regole anche ai lettori che vogliono intervenire nel suo forum. E molti contributi restano sulla porta.


Sul blog «Un posto speciale all’Inferno», che tiene sul sito del quotidiano israeliano Haaretz, Bradley Burston ha posto una serie di regole interessanti per i lettori che vogliono partecipare ai dibattiti sui suoi post.

Burston è infatti convinto che uno dei fattori che alimentano il conflitto sia quello che ha chiamato «l’effetto Playstation 4», cioè la tendenza a intervenire nel dibattito israelo-palestinese con un atteggiamento più simile alla partita di un videogame che a un dramma che tocca la vita di migliaia di persone, da una parte e dall’altra della barricata.

Ed è un effetto che Internet moltiplica, attraverso la possibilità di inviare e-mail di commento a ogni articolo senza in fondo esporsi personalmente più di tanto. Per correre ai ripari, dunque, Burston ha ideato per il suo blog quattro semplici regole di comportamento. E le e-mail che non vi aderiscono non vengono pubblicate sul sito. «Non per censura politica – tiene a precisare – ma perché questo forum presuppone il rispetto reciproco e l’apertura al dialogo nei confronti dell’altro».

Sono dunque vietate: 1) le posizioni razziste, così come gli insulti sulla base della religione, dell’etnia e del genere; 2) l’uso dei termini nazista e Hitler per descrivere le azioni e le politiche tanto degli israeliani quanto dei palestinesi; 3) attacchi personali o volgarità nei confronti degli altri partecipanti al forum; 4) il sostegno di ogni forma di violenza contro individui o gruppi religiosi, etnici o razziali, comprese le affermazioni che possono essere precepite come inviti ad attaccare leader, personalità, forze di sicurezza o civili dello schieramento opposto.

Quattro regole apparentemente minimali. Eppure – racconta Burston – adottando questi criteri sono parecchie le e-mail che rimangono fuori.

Domanda: non sarebbe ora di applicarle anche alle puntate che i talk-show italiani dedicano al Medio Oriente?

Clicca qui per accedere al blog di Bradley Burston.

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