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Medio Oriente. Gente che va, gente che viene. Non per turismo

03/06/2006  |  Milano
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In Vaticano un recente simposio dedicato alle migrazioni ha offerto una serie di dati anche sui flussi di popolazioni da e per il Medio Oriente. Si tratta di rifugiati che cercano scampo a gravi rischi per la propria vita o, in massima parte, di persone in cerca di migliori prospettive di vita da un punto di vita economico. Diamo uno sguardo alle cifre. 


In Vaticano, tra il 15 e il 17 maggio, s’è parlato di Migrazione e itineranza nell’ambito della riunione plenaria del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.

Tra gli altri ha preso la parola anche il vescovo Giovanni Lajolo, segretario per i rapporti con gli Stati in seno alla Segreteria di Stato vaticana.

Dalla sua ampia relazione – pubblicata integralmente dall’agenzia Zenit – riprendiamo alcuni dati sui flussi migratori da e per il Medio Oriente.

Anzitutto un riferimento al dato globale: nel nostro pianeta oltre 200 milioni di persone – per la metà donne – vivono fuori dai confini della patria (esclusi, dunque, i 25 milioni di individui costretti a sfollare a causa di conflitti o violenze pur rimanendo nel loro Paese).

Dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni alla mano, Lajolo spiega che sulle coste meridionali del Mediterraneo (Medio Oriente e Nord Africa) si contano 14 milioni di migranti (oltre a 6 milioni di rifugiati nel Medio Oriente arabo). Se egiziani, yemeniti e giordani vanno verso i Paesi del Golfo, gli iracheni confluiscono verso le confinanti Siria e Giordania. Dall’Egitto sono partiti in 2 milioni (800 mila in Europa e Usa), ma ne sono arrivati 2,7 (un terzo dal Sudan, a cui si aggiungono 3 milioni di loro connazionali rifugiati, cioè con una particolare protezione del diritto internazionale in quanto scampati a persecuzioni o gravi minacce alla loro vita).

Libano, Siria e Giordania importano manodopera non qualificata dall’Asia meridionale e sud-orientale (India, Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh, Malaysia, Filippine). Anche la Turchia è un porto di mare, con gente che va e gente che viene: hanno fatto le valige 3 milioni e 600 mila turchi (2 milioni in Germania), ma sono arrivati molti iraniani, iracheni e afgani.

La Giordania accoglie il più alto numero di rifugiati al mondo: oltre 5 milioni, per metà palestinesi (300 mila gli iracheni).

Un ultimo dato, desunto dal Rapporto di maggio 2006 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro: in Medio Oriente e nell’Africa del Nord «lavoratori forzati» immigrati sarebbero 260 mila.

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