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Il «diamante rosso» unisce israeliani e palestinesi

23/06/2006  |  Ginevra
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Il «diamante rosso» unisce israeliani e palestinesi
Il nuovo simbolo adottato dalla Croce Rossa Internazionale.

Ieri a Ginevra la ventinovesima assemblea della Croce Rossa internazionale ha votato una modifica dello statuto che ha permesso di accogliere nell'organizzazione la Stella Rossa di Davide e la Mezzaluna Rossa palestinese.


Un quadrato rosso su campo bianco. Grazie a questo simbolo è stato ieri possibile accogliere nella Croce Rossa Internazionale l’organizzazione Magen David Adom, la Stella Rossa di Davide. Per permettere l’ingresso dell’organismo umanitario israeliano è stato necessario modificare lo statuto della Croce Rossa, un provvedimento votato da 192 Paesi membri con 237 voti a favore, 54 contrari e 18 astenuti.

Il nuovo simbolo è il «diamante rosso», che affiancherà come logo ufficiale la Croce o la Mezzaluna (simbolo quest’ultimo utilizzato dalle organizzazioni di soccorso musulmane). «È un momento storico», ha dichiarato il presidente della conferenza, Mohamed Al-Hadid. L’accordo è arrivato al termine di mesi di tensione e discussioni: i Paesi musulmani chiedevano un emendamento che affermasse l’applicazione delle regole della Croce Rossa e della Convenzione di Ginevra in tutti i Territori occupati da Israele dopo il 1967. Contestualmente all’ingresso nella Croce Rossa internazionale della Stella Rossa di Davide è arrivato il riconoscimento anche per la Mezzaluna Rossa palestinese, sebbene l’ente di soccorso non operi ancora all’interno di uno Stato sovrano.

La notizia dell’ammissione della società di soccorso israeliana nella Croce Rossa (dopo decenni di attesa) è arrivata nello stesso giorno in cui il premier israeliano Ehud Olmert ha incontrato a Petra, Giordania, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas. Un incontro informale, ma importante, perché si è trattato del primo faccia a faccia (molto cordiale) tra i due leader da quando si è insediato il nuovo governo israeliano. Il colloquio si è tenuto nel contesto di una riunione di Premi Nobel organizzata da re Abdallah di Giordania.

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