Terrasanta.net - Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia.
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Stop ai muezzin anarchici. Arriva la preghiera sincronizzata

31/05/2006  |  Il Cairo
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile

Il governo egiziano ha emanato una direttiva per regolamentare gli appelli alla preghiera urlati dagli altoparlanti delle migliaia di moschee. Anche sulle rive del Nilo, ormai, emerge una sensibilità ai temi dell'inquinamento acustico. Nessuno pretende il silenzio totale. Ma che almeno i minareti si sincronizzino, quello sì.  


(d.c./agenzie) – In Egitto, al Cairo, un esercito di quattromila muezzin urla tramite altoparlanti l’appello alla preghiera, cinque volte al giorno, aggiungendo decibel su decibel al già insostenibile inquinamento acustico della città. Alcuni muezzin, per far udire meglio la loro performance, cominciano di proposito in anticipo; altri attaccano in ritardo perché arrivano sul lavoro all’ultimo momento; in ogni caso, ogni appello può durare anche mezz’ora, considerando che ognuno di questi professionisti della preghiera aggiunge alcune esortazioni personali e considerazioni di carattere politico o religioso, fino a comporre una sorta di predica cantilenata.

Ecco perché la protesta della popolazione è salita fino al governo, che ha pensato bene di porre un freno al frastuono tramite l’iniziativa recente del suo ministro per gli Affari religiosi, Mahmud Zaqzuq: si tratta di imporre un unico invito alla preghiera diffondendolo via radio a tutte le moschee, scegliendo in precedenza tramite concorso le «voci» ufficiali secondo «criteri musicali» (pare infatti che la maggior parte dei muezzin sia piuttosto stonata).

La decisione, recente, non è passata senza polemiche. In particolare, si accusa il governo di voler unificare l’invito per controllarne i contenuti (specialmente politici) e di mandare i muezzin ad ingrossare la schiera dei disoccupati, che in Egitto supera il 10 per cento della popolazione.

 

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

Vai alla pagina
dell'Ufficio pellegrinaggi
Newsletter

Ricevi i nostri aggiornamenti

Iscriviti
Meno è di più
Francesco Antonioli

Meno è di più

Le Regole monastiche di Francesco e Benedetto per ridare anima all’economia, alla finanza, all’impresa e al lavoro
Gesù non fu ucciso dagli ebrei

Gesù non fu ucciso dagli ebrei

Le radici cristiane dell’antisemitismo
La ricchezza del bene
Safiria Leccese

La ricchezza del bene

Storie di imprenditori fra anima e business
L’anima viaggia un passo alla volta
Stefano Tiozzo

L’anima viaggia un passo alla volta

Da Capo Nord all’Holi Festival, ventimila leghe intorno al mondo