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Betlemme, al Caritas Baby Hospital aperta la chirurgia pediatrica diurna

Terrasanta.net
3 novembre 2026
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Betlemme, al Caritas Baby Hospital aperta la chirurgia pediatrica diurna
Betlemme, 29 ottobre 2026: il cardinale Pierbattista Pizzaballa inaugura la nuova struttura del Baby Caritas Hospital. (foto LPJ)

Il 29 ottobre il Caritas Baby Hospital di Betlemme ha inaugurato l’«Ala del Giubileo», reparto di chirurgia pediatrica diurna per i bambini palestinesi. Costruita in tre anni, tra guerra e blocchi, grazie a donazioni internazionali, accoglierà il primo paziente a gennaio 2027.


È un reparto pensato per i bambini palestinesi che devono affrontare interventi programmati e che finora venivano spesso operati in ospedali per adulti o lontani da casa (a volte in Israele), tra permessi, attese e checkpoint. Qui si potranno eseguire in day surgery come tonsillectomie, drenaggi trans-timpanici e trattamento di ascessi. Secondo l’ospedale, il primo piccolo paziente potrebbe essere operato già a gennaio 2027.

Il progetto è nato da una domanda: di che cosa hanno davvero bisogno i bambini e le famiglie della Cisgiordania? Dall’analisi è emerso che mancava una chirurgia pediatrica. Il Baby Caritas Hospital e l’associazione Aiuto Bambini Betlemme hanno coinvolto esperti palestinesi e giordani: il bando è stato vinto da uno studio di Ramallah e la gestione tecnica e operativa è stata affidata a personale locale. La decisione risale al 2023, anno del 60esimo anniversario dell’ospedale; il cantiere è partito a settembre 2024, la struttura grezza era pronta nel 2025 e nel 2026 sono arrivati arredi e attrezzature. Alcuni operatori si sono formati ad Amman e a Dublino.

Portare a termine l’opera non è stato facile: guerra, blocchi stradali, forniture negate e rincari hanno complicato i lavori, interrotti solo per breve tempo anche durante gli attacchi incrociati tra Usa, Israele e Iran all’inizio del 2026.

Betlemme, il nuovo reparto dell’ospedale pediatrico. (foto Aiuto Bambini Betlemme)

Il reparto sorge su un terreno della Custodia di Terra Santa ed è costato l’equivalente di circa 8,3 milioni di euro, raccolti dalle sedi di Aiuto Bambini Betlemme in Svizzera, Germania, Austria e Italia, grazie a privati, fondazioni e diocesi. Tra i sostenitori principali, la Fondazione Peppino Vismara (Milano), il Fondo arabo per lo sviluppo economico e sociale /Kuwait) e la rappresentanza diplomatica svizzera nei Territori palestinesi.

Alla cerimonia ha preso parte il card. Pierbattista Pizzaballa insieme ai vescovi di Friburgo in Germania, mons. Stephan Burger, e di Basilea in Svizzera, mons. Felix Gmür, che patrocina la causa dell’ospedale. Il patriarca latino di Gerusalemme ha definito la nuova ala «un segno di impegno e di dedizione alla pace», ricordando che dietro ogni bambino malato c’è un’intera famiglia. «Non si tratta soltanto di un miglioramento della qualità dei servizi, che pure è necessario – ha aggiunto –, ma soprattutto della prova che, nonostante la situazione difficile, è ancora possibile scommettere sul futuro e impegnarci per un futuro migliore per i nostri bambini».

Per il direttore generale Issa Bandak è «una tappa nella storia della medicina pediatrica in Palestina», dove i minori superano il 40 per cento della popolazione. Sibylle Hardegger, presidente di Aiuto Bambini Betlemme, ha sottolineato che il reparto è nato nonostante il calo delle risorse per gli aiuti umanitari.

Ora comincia la fase operativa, con medici dell’ospedale e specialisti esterni. Le Chiese cristiane in Palestina, ha assicurato Pizzaballa, continueranno a sostenere l’ospedale. (f.p.)

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