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Israele e la pace senza alternative

Giulia Ceccutti
29 marzo 2024
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Israele e la pace senza alternative

L’ultimo libro uscito in Italia del noto scrittore israeliano David Grossman raccoglie discorsi e contributi apparsi in momenti diversi, tra il 24 maggio 2021 e il 17 novembre 2023. Analisi lucide e dolenti della vita politica, sociale ed economica d’Israele oggi.


Più che un libro sulla (necessità di) pace tra Israele e Palestina, questo volume è una sincera dichiarazione d’amore verso lo Stato d’Israele e un appello in nome del suo bene.

L’ultimo libro uscito in Italia di David Grossman – scrittore israeliano tra i più noti al mondo – è composto da una novantina di pagine che si leggono in un soffio. Raccoglie discorsi e contributi apparsi in momenti diversi, tra il 24 maggio 2021 e il 17 novembre 2023. Riflessioni accorate, in parte già pubblicate in italiano su due testate nazionali e in parte pronunciate in occasione di cerimonie ufficiali.

Le date sono importanti. Tracciano infatti un percorso ben preciso che è utile attraversare a ritroso, anche, o forse soprattutto, alla luce di quanto Israele, la palestinese Cisgiordania e la Striscia di Gaza stanno vivendo oggi.

Rileggere i punti critici, i nodi irrisolti, le dinamiche perverse, gli stalli – così come gli aspetti sani e positivi – che Grossman in momenti diversi della storia recente, con estrema lucidità, individuava all’interno della vita politica, sociale ed economica d’Israele, aiuta senza dubbio ad andare più in profondità anche nell’analisi della crisi attuale.

«In Israele è in atto un processo di sovvertimento, di sgretolamento del patto sociale e di indebolimento dell’esercito e dell’economia», denunciava ad esempio il 25 agosto 2023. «Non solo il suo slancio si è fermato, ma si assiste a un arretramento verso principi reazionari di discriminazione e di razzismo, verso l’esclusione delle donne, degli Lgbt e degli arabi. Verso l’ignoranza e la rozzezza, che assurgono al rango di valori».

Subito dopo, lo scrittore continuava ricordando le – costose – conseguenze reali, sempre più evidenti, della «malattia cronica dell’occupazione», delle relazioni «esplosive» tra lo Stato e la minoranza araba della popolazione, dei complessi rapporti tra la maggioranza laica e la minoranza ultraortodossa, da un lato, e quella nazionalista e religiosa di destra, dall’altro.

Davanti agli occhi del lettore scorrono le immagini delle centinaia di migliaia di manifestanti – di tutte le età e appartenenti a comunità e partiti diversi – scesi in piazza ogni settimana per mesi, nel 2023, per protestare contro la riforma giudiziaria promossa dal governo Netanyahu. In merito a tale riforma, nel marzo del 2023, Grossman – come altri connazionali – avvertiva: «Se questo processo si compirà, Israele cesserà di essere una democrazia e potrebbe trasformarsi in una dittatura».

Pare di vederla, per le strade: una folla arrabbiata ma festosa, tra le cui file anche migliaia di riservisti e persino ospiti delle case di riposo. Anziani usciti sulle sedie a rotelle per protestare contro ciò che ritenevano la distruzione dello Stato per il quale da giovani avevano combattuto.

Agli occhi di Grossman, quell’onda umana dalle bandiere bianche e azzurre continua a rappresentare speranza, attaccamento ai valori più sani del Paese, «un movimento importantissimo che ha cercato di riportare Israele a se stesso, all’idea grande e nobile alla base della sua esistenza».

Poi il «sabato nero», un incubo inaudito che lascia dappertutto nel Paese un senso di tradimento, vari interrogativi senza risposta. «Dovranno passare molti anni, anni senza guerre, prima che si possa pensare a una riconciliazione, a una guarigione. Nel frattempo, possiamo solo immaginare l’intensità delle ansie e dell’odio che ora schizzeranno in superficie», afferma l’autore il 12 ottobre 2023, a ridosso di quel trauma.

Segue una domanda, che resta aperta: «Siamo in grado di scrollarci di dosso le formule convenzionali e di capire che quanto è successo qui è troppo grande e atroce per essere inserito in logori paradigmi?».


David Grossman
La pace è l’unica strada
Mondadori, 2024
pp. 96 – 16,00 euro

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