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L’innocenza perduta

Luca Balduzzi
12 settembre 2022
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L’innocenza perduta
Una scena del documentario Innocence (© Guy Davidi)

Alla Mostra del cinema di Venezia è stato proiettato nei giorni scorsi il documentario Innocence, del regista israeliano Guy Davidi. Una dura critica all'impronta militarista della società israeliana che genera pesanti ricadute sulle vite di tanti giovani.


L’esperienza del servizio militare obbligatorio al raggiungimento della maggiore età divide l’opinione pubblica israeliana.

A prendere una posizione netta contro una cultura militarista che permea molti aspetti della vita di tutti i giorni delle famiglie (dalla scuola, in cui le maestre invitano i bambini a disegnare soldati o carri armati, alle feste di paese, in cui i soldati fanno loro “provare” le armi), è il regista Guy Davidi, attraverso il documentario Innocence presentato in concorso nella sezione Orizzonti della 79.ma edizione della Mostra di arte cinematografica di Venezia, appena terminata.

In dieci anni di ricerche, il regista israeliano e la sua squadra hanno ricostruito circa 700 casi di ragazzi e ragazze che si sono suicidati nel corso del servizio militare, recuperando le lettere che hanno scritto alle proprie famiglie dal fronte, i loro diari e i filmati amatoriali che li vedono protagonisti.

Ragazzi e ragazze diventati invisibili e dimenticati molto velocemente, che rivivono attraverso la lettura e la condivisione dei loro pensieri (fra tutti, Davidi sceglie quelli di dodici giovani), mentre sullo schermo scorrono le immagini del programma di addestramento, delle esercitazioni militari e della cerimonia del giuramento.

«Non c’è niente che mi tocchi di più della sensibilità di un bambino quando scopre il mondo, e non c’è niente che mi ferisca di più che vederla annientata – commenta il regista –. Israele non è un luogo in cui si valorizza l’innocenza. La sua identità militarizzata richiede l’abbattimento e la distorsione delle dolci linee di confine dell’infanzia. Questa dedizione alla violenza miete numerose vittime, ma c’è anche una tragedia nascosta: il crollo della genitorialità. Ogni guerra si basa sul tradimento dei genitori nei confronti dei figli. Ma in una società militarizzata, anche i genitori più liberi sono destinati a non riuscire a proteggere lo spirito dei propri figli. Continuo a credere che se mettiamo al primo posto l’amore per i nostri figli, esso potrà sopraffare i più forti poteri politici ed economici».

Quella di Davidi è solamente una fra le posizioni del dibattito, sostenuta con forza soprattutto dalla sinistra.

Le poche tracce di dissenso all’interno del documentario – peraltro molto potente – si riscontrano in qualche frase di giovani favorevoli al militarismo, che parlano della fortuna e dell’onore di essere chiamati a servire il proprio Paese.


Innocence
regia, sceneggiatura e montaggio: Guy Davidi
Interpreti: Guy Davidi, Nikita Stewart, Arye Bar El, Ido Tako
produzione: Danish Documentary Production (Sigrid Dyekjaer) Medalia Productions (Hilla Medalia) Making Movies (Kaarle Aho) Real Lava Sagafilms
lingua: ebraico
Paesi: Danimarca, Israele, Finlandia, Islanda

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