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Il Cairo e Pechino sempre più vicine

Giuseppe Caffulli
11 febbraio 2022
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Il Cairo e Pechino sempre più vicine
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (a sin.) incontra l'omologo Xi Jinping a Pechino il 5 febbraio 2022 (fermo immagine da un servizio video pubblicato in YouTube).

La Cina allarga la sua sfera di influenza in Africa e Medio Oriente e l'Egitto è un suo partner essenziale. Ce lo ricorda anche l'ultimo viaggio a Pechino del presidente Al-Sisi, per l'inaugurazione dei Giochi olimpici invernali 2022.


Qualcuno si potrebbe domandare cosa c’entri l’Egitto con le Olimpiadi invernali di Pechino. E infatti, alla competizione olimpica in corso in Cina, l’Egitto (Paese dal clima piuttosto torrido) non ha alcun atleta. Tuttavia, in occasione dell’apertura dei Giochi, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi è volato a Pechino per la sua settima visita in Cina da quando è al potere (2014). Più che i Giochi, ad Al-Sisi importavano i colloqui previsti con il presidente cinese Xi Jinping.

Nessun presidente egiziano ha mai compiuto tante visite in Cina quanto lui. Il che sottolinea una volta di più le strettissime relazioni economiche tra Pechino e Il Cairo. Al punto che, dicono gli analisti, il partenariato strategico Cina-Egitto è ormai un modello di cooperazione a cui guardano vari Paesi arabi, africani e in via di sviluppo.

Nel loro ultimo incontro, Al-Sisi e Xi hanno posto al centro della discussione il rafforzamento della cooperazione nella ricerca scientifica e il consolidamento della collaborazione nell’industria farmaceutica, specialmente nella produzione di vaccini contro il coronavirus. La Cina e l’Egitto hanno costruito lo scorso anno la prima linea di produzione congiunta di vaccini Covid-19 in Africa. I vaccini Sinovac e Sinopharm realizzati in Egitto sono utilizzati nella campagna vaccinale in atto sotto le Piramidi e verranno messi a disposizione anche degli altri Paesi del continente.

Alleanza strategica

L’incontro al vertice propiziato dalle Olimpiadi ha sottolineato una volta di più il ruolo ormai preponderante della Cina in Africa e Medio Oriente, dove Pechino non disdegna di porsi come potenza antagonista (e alternativa) a Stati Uniti e Russia.

L’Egitto, da parte sua, non sta risparmiando sforzi per motivare gli uomini d’affari cinesi ad investire nel Paese. Sul tappeto ci sono immensi campi di sviluppo nei settori delle tecnologie industriali, dell’informatica, nonché nel comparto automobilistico. Tra breve, infatti, inizierà la produzione di veicoli elettrici proprio su licenza cinese.

C’è poi il campo strategico della logistica e dei trasporti internazionali: lo sviluppo dell’area del Canale di Suez è fondamentale sia per l’economia egiziana, sia per le esportazioni cinesi, che tramite Suez avranno facile accesso al resto dell’Africa e al Medio Oriente.

L’espansionismo cinese in Africa

Per cogliere il peso della Cina in Africa, basta riandare alle cronache dell’ottavo Forum per la cooperazione Cina-Africa (Focac), svoltosi a Dakar a fine novembre 2021. Anche se Pechino ha ridotto i finanziamenti previsti (40 miliardi di dollari nel quadriennio, 20 in meno rispetto a quelli ufficializzati durante il vertice del 2018) per la Cina il continente nero rappresenta una fondamentale fonte di risorse (petrolio, prodotti agricoli, diamanti, rame, litio e cobalto) e un enorme mercato verso cui dirigere esportazioni e surplus industriale.

Soprattutto il Nord Africa rappresenta uno snodo cruciale verso l’Europa: una significativa presenza cinese in questo contesto è in grado di controbilanciare anche la sfera d’influenza americana nell’Europa dell’Est e in Medio Oriente.

Com’è noto, per la Cina l’Africa rappresenta una nuova frontiera da conquistare. Il primo dei nove programmi annunciati da Xi durante il Focac ha riguardato gli aspetti medico-sanitari. Pechino invierà medici, personale sanitario e un miliardo di dosi di vaccino in Africa (600 milioni come donazione) in aggiunta ai 200 milioni già inviati dal 2019 in poi. Ma il fulcro dei programmi ruota attorno all’agricoltura: in questo settore sono stati annunciati dieci progetti che prevedono centri per le agrotecnologie e una procedura dedicata per accelerare l’esportazione dei prodotti agricoli verso la Cina, necessari per soddisfare il fabbisogno alimentare del colosso asiatico. Il valore dell’interscambio nel 2020 è stato di 187 miliardi di dollari, ma le esportazioni dalla Cina hanno pesato per 114 miliardi. L’obiettivo di Pechino è importare dall’Africa beni per 300 miliardi nei prossimi tre anni. Una strategia che vede nell’Egitto, nei suoi porti e nella sua rete logistica, un cardine irrinunciabile.


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