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Il neo ministro generale dei Minori in Terra Santa

Giuseppe Caffulli
14 ottobre 2021
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Il neo ministro generale dei Minori in Terra Santa
Fra Massimo Fusarelli ad Assisi il 4 ottobre 2021 (foto OFM.org)

Dal 20 al 25 ottobre fra Massimo Fusarelli, eletto in luglio ministro generale dei Frati minori, sarà a Gerusalemme per incontrare i frati della Custodia. In questa intervista ci spiega i suoi intenti.


Il 13 luglio scorso a Roma frate Massimo Fusarelli è stato eletto nuovo ministro generale dell’Ordine dei Frati minori per il sessennio 2021-2027. Questo mese si recherà in Terra Santa. Lo abbiamo intervistato a pochi giorni dalla partenza. «Sarò a Gerusalemme dal 20 al 25 ottobre – dice –. Ho fortemente voluto che il mio primo viaggio fuori dall’Italia come ministro generale fosse in Terra Santa per rimarcare il valore che i Luoghi Santi hanno per noi francescani».

Fra Massimo, qual è oggi lo sguardo dell’Ordine sulla Custodia di Terra Santa? È ancora la «perla delle missioni» francescane?
Noi sentiamo fortissima la responsabilità che la Chiesa ci ha affidato in Terra Santa. Non dobbiamo considerare la Terra Santa come una medaglia o una terra che ci appartiene. È un dono che ci è stato affidato e del quale dobbiamo avere grande cura. Innanzitutto, nel continuare a proporre questa vocazione e questo servizio ai frati. Come ministro generale desidero impegnarmi nel proporre questo servizio nelle visite alle varie province dell’Ordine. Poi dobbiamo prenderci cura dell’accompagnamento della Custodia soprattutto nel suo governo, nel cammino formativo e nello sviluppo delle presenze missionarie in Israele/Palestina (ma anche in Siria e in Libano) che riguardano la scuola e l’educazione. Poi l’aspetto pastorale a livello parrocchiale e l’accompagnamento dei pellegrini, una proposta che va sempre più qualificata.

I frati minori in Medio Oriente sono impegnati sul versante della giustizia e della pace, nel cammino ecumenico e interreligioso…
La Terra Santa è un grande laboratorio per quanto riguarda il dialogo con l’ebraismo e l’islam. Certamente l’incontro con il mondo musulmano lo abbiamo anche nel contesto di altre nostre presenze secolari: Marocco, Turchia, Egitto… Più recentemente Indonesia, parti dell’India, Malaysia. E l’elenco potrebbe continuare con l’Africa. Per non dire di contesti europei dove è forte la presenza dell’islam. In Terra Santa questo dialogo resta cruciale, per esempio nella scuola, che insegna a non aver paura degli altri. In questo, le scuole della Custodia fanno un grande servizio, perché permettono alle persone di intraprendere l’unico vero processo di pace, quello di conoscersi e dialogare.
Anche tra le Chiese il dialogo è centrale. È fatto di quotidianità, oltre che di occasioni ufficiali o celebrazioni. In Terra Santa si è abituati a portare avanti senza clamore la vera diplomazia, quella dei gesti di tutti giorni, credendo che in quella terra dove la provvidenza ha disposto la convivenza delle tre grandi religioni monoteiste c’è comunque un Mistero. Gerusalemme resta l’immagine della città futura dove tutti i popoli si ritroveranno, dove non ci sarà più pianto né stridore di denti. Un futuro che si prepara nella fatica e nei sussulti che attraversano quella terra. Amare e servire la Terra Santa significa stare in ascolto con questo elemento di Mistero che c’è in essa, alcune volte accettando di non capire.

Dal 20 al 25 ottobre visiterà la Terra Santa. Come è articolato il programma?
In quanto ministro generale dovrò osservare le regole previste dallo statu quo, con i vari ingressi al Santo Sepolcro, a Betlemme e a Nazaret. Dietro all’aspetto rituale e storico c’è l’idea che in questo modo san Francesco visita i Luoghi Santi. Ci saranno poi le visite e gli incontri con le autorità ecclesiali, con il patriarca latino, il nunzio apostolico e ovviamente con i confratelli, con i quali avrò uno spazio di confronto, dialogo e riflessione in vista del Capitolo custodiale del prossimo anno. Incontrerò poi lo Studium Biblicum alla Flagellazione, che è una realtà dipendente dal ministro generale. Dobbiamo sempre più qualificare la nostra presenza in Terra Santa anche attraverso lo studio delle lingue, soprattutto l’arabo e l’ebraico, per inserirci sempre più nei vari contesti di quelle terre. Anche il servizio nei santuari, per il quale dobbiamo essere riconoscenti a tanti confratelli che lo portano avanti con zelo e dedizione, va curato particolarmente. I santuari devono essere luoghi di accoglienza, preghiera e incontro con la Misericordia di Dio.

I frati della Custodia lavorano anche in contesti molto pericolosi e carichi di sfide, quali Siria e Libano…
In questa occasione non mi posso recare in Siria e Libano, ma ci andrò quanto prima. Soprattutto a questi confratelli voglio manifestare sostegno e incoraggiamento. Non siete soli, tutti i fratelli dell’Ordine vi ricordano e pregano per voi. Seguo con grande attenzione i problemi di quei Paesi, la drammatica situazione economica provocata dai conflitti, la tragedia dei profughi che hanno lasciato quelle terre… Vedo l’impegno dei frati, il loro attaccamento e la loro fedeltà al popolo che ci è affidato. Cosa dire? Grazie da parte di tutti noi. Siete l’esempio vivente della Buona Notizia che vogliamo annunciare.

(La versione integrale di questa intervista sarà pubblicata nel numero di novembre-dicembre 2021 della rivista Terrasanta)


Un romano alla guida dell’Ordine

Frate Massimo Fusarelli, fino a luglio ministro della Provincia di San Bonaventura – che include le fraternità stanziate nelle regioni di Lazio e Abruzzo – prende le consegne da fra Michael Anthony Perry, che fu eletto alla guida dell’Ordine dei Frati minori nel 2013. Nato a Roma il 30 marzo 1963, fra Fusarelli ha vestito il saio francescano il 28 luglio 1982. Il 30 luglio 1983 ha emesso i voti temporanei; ha professato i voti solenni l’8 gennaio 1989. Il 30 settembre 1989 ha ricevuto l’ordine sacerdotale. Dopo il Corso Istituzionale Teologico presso l’Antonianum di Roma ha conseguito la Licenza in Scienze patristiche presso l’Augustinianum in Roma. È stato definitore provinciale, animatore della pastorale vocazionale e poi della Formazione permanente; più volte guardiano; segretario generale di Formazione e Studi dal 2003 al 2009; visitatore generale per la Provincia di Napoli e poi per il processo di unificazione delle Province del Nord Italia; guardiano e parroco a San Francesco a Ripa e responsabile del progetto di accoglienza dei poveri. A Dio piacendo, il nuovo impegno come ministro generale lo vedrà in carica fino al 2027. È il centoventunesimo successore di san Francesco d’Assisi.

 

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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