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Siriani impegnati a proteggere il Krak dei Cavalieri

Christophe Lafontaine
5 novembre 2020
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Siriani impegnati a proteggere il Krak dei Cavalieri
Il Krak dei Cavalieri, il più celebre castello di epoca crociata in Medio Oriente, come si presentava prima della guerra in Siria (foto Ergo)

La celebre cittadella è minacciata dalla vegetazione e dal rischio di incendi. Centinaia di persone della zona hanno partecipato, alla fine di ottobre, a lavori di conservazione del sito su iniziativa di una vicina università.


Non sono tanto le fiamme della guerra quanto le fiamme dei boschi a far temere il peggio per il Krak dei Cavalieri. L’imponente fortezza, eretta nel XII secolo dai crociati, si trova nella regione di Homs al centro della Siria, una zona che nel mese di ottobre è stata toccata da gravi incendi. Secondo l’Onu, più di novemila ettari di terreni agricoli, uliveti e boschi sono stati distrutti fra il centro e il nord-ovest del Paese.

Si comprende facilmente il pericolo in agguato per i muri fortificati del Krak. Quasi privo di turisti a causa di anni di combattimenti e per l’epidemia di coronavirus, la fortezza è diventata a poco a poco terreno per erbacce e piante infestanti. Perciò quello che dal 2006 è classificato come patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (con la guerra classificato come patrimonio in pericolo) è facile preda delle fiamme.

«Settimana per la Storia»

L’università privata al-Hawash nella vicina città di Al-Mouzeina, in collaborazione con il governatorato di Homs e la Direzione generale delle antichità e dei musei, ha lanciato alla fine di ottobre la «Settimana della Storia», una campagna di impegno civico ed ecologico per proteggere i luoghi. «Il Krak per noi è come una casa», ha spiegato sul canale Arab News uno dei promotori del progetto, Naji Derwish. E oltre 400 persone fra studenti universitari e abitanti della zona si sono impegnati volontariamente, partecipando al cantiere.

In concreto l’iniziativa ha permesso di liberare il luogo da erbacce, arbusti, cespugli, rami secchi, mentre le querce e i fichi che sono cresciuti tra le pietre, creando serie fenditure nei muri necessitano dell’intervento di specialisti, come riferisce il quotidiano al-Baath. Il giornale aggiunge che questa non sarà l’unica iniziativa di questo genere. È prevista un’indagine per verificare la solidità dell’insieme dell’opera oltre a un piano digitale di conservazione del castello. La direttrice del sito, Naeema Muhartam, ha sottolineato al quotidiano l’importanza dell’iniziativa che coinvolge la comunità locale a favore dei siti storici e archeologici.

A causa del Covid, solo 5mila turisti nel 2020

La direttrice ha sovrainteso alle operazioni di disboscamento, dopo avere condotto in questi ultimi anni lavori di restauro per i danni della guerra, che hanno riguardato in particolare il salone e la cappella. Come ha raccontato all’agenzia Afp, sogna che la fortezza torni a essere sede di concerti e altri eventi culturali. Il sito ha riaperto solo alla fine del 2018, poi la pandemia ha fatto richiudere le porte. Nel 2019 sono giunti 23mila visitatori, ma nel 2020 solo cinquemila.

Il Krak è uno dei monumenti storici e architettonici più importanti della Siria e, come fortezza dell’epoca crociata, uno dei meglio conservati al mondo. Costruito su una piccola fortezza preesistente dagli ospetalieri di San Giovanni di Gerusalemme che lo tennero dal 1142 al 1271, il castello poteva accogliere una guarnigione di duemila uomini. Sovrasta la piana di El-Bukeia ed è celebre per l’ingegneria militare, le potenti fortificazioni e l’insieme di arte e architettura che fondono le tradizioni occidentali e orientali.


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