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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

A Magdala una nuova casa per i pellegrini

Christophe Lafontaine
26 novembre 2019
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A Magdala una nuova casa per i pellegrini
Uno scorcio del nuovo centro per pellegrini e visitatori a Magdala, in Galilea. (foto magdala.org)

Domenica 24 novembre 2019 è stata inaugurata una nuova struttura per l'accoglienza dei pellegrini in riva al lago di Tiberiade, in Israele. Presenti autorità religiose e civili. L'impegno del Messico.


Due edifici con spazi di preghiera, riflessione e meditazione, nel nord di Israele. Poi 160 camere, la maggior parte con balcone e vista sul lago di Tiberiade o sulle rovine dell’antica città di Magdala. Si presenta così il nuovo centro di accoglienza per i pellegrini, edificato in quello che fu il luogo di nascita o di residenza di Maria Maddalena, la prima testimone della risurrezione del Signore Gesù.

Il nuovo complesso si trova a sei chilometri da Cafarnao e dal Monte delle Beatitudini. Ha lo scopo di soddisfare le esigenze dei fedeli che visitano i luoghi santi e che hanno bisogno di alloggio, luoghi di culto, formazione o informazioni culturali.

Alla presenza di mons. Leopoldo Girelli, nunzio apostolico in Israele, di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, e delle autorità civili e religiose di Israele, la nuova casa di ospitalità è stata inaugurata il 24 novembre scorso dal cardinale Carlos Aguiar Retes, arcivescovo primate del Messico, perché la pensione di Magdala è un progetto realizzato grazie ai messicani, sotto la guida del padre Juan María Solana, membro dei Legionari di Cristo. Anche padre Eduardo Robles Gil, direttore generale dei legionari, ha partecipato all’evento.

Più di tremila persone di oltre 20 Paesi hanno consentito, con il loro sostegno, la realizzazione di questo progetto. Il nuovissimo centro di ospitalità accoglierà ogni pellegrino o visitatore che desideri ripercorrere i passi di Gesù, degli apostoli, che erano originari di queste zone rivierasche, e di santa Maria Maddalena. Sebbene nessuna prova archeologica confermi il legame della fedele discepola di Gesù con l’antica città di Magdala, fonti scritte dai primi pellegrini del IV e del V secolo (come santa Epifania), segnalano il sito come un luogo in cui si conserva la sua memoria.

I progetti futuri

I promotori del progetto Magdala non si accontentano della guest house appena inaugurata. «Nei prossimi anni – dicono – speriamo di aprire un centro visitatori che offra delle esperienze digitali ad alta tecnologia e spiegazioni del sito di Magdala, della sua storia e delle sue prospettive future», ha detto padre Juan Solana, che ha diretto fin qui il progetto Magdala, nel suo discorso.

Il centro ospiterà anche l’Istituto Magdalena, un progetto di promozione della dignità della donna sulla base degli insegnamenti biblici e della riflessione sul femminismo cristiano. «Tra gli altri eventi che prevediamo di organizzare prossimamente, vogliamo qui menzionare dei forum rivolti ai leader di istituzioni e gruppi confessionali e intesi a promuovere una profonda comprensione della cultura giudaico-cristiana e dei valori biblici», ha detto Solana, ben consapevole di quel crocevia tra la storia ebraica e cristiana che è Magdala.

Solo il futuro dirà quando questi progetti vedranno la luce. La casa dei pellegrini avrebbe dovuto essere completata già diversi anni fa. Invece è stata inaugurato 15 anni dopo essere stata concepita da Padre Solana, che ricorda: «Mentre camminavo lungo queste rive il 16 novembre 2004, Dio ha posto nel mio cuore il desiderio di costruire una casa per i pellegrini». All’epoca non poteva immaginare le sorprese archeologiche che avrebbe riservato quell’appezzamento di terra in riva al lago. La proprietà che allora si chiamava Hawaii Beach fu acquistata a due riprese (nel 2006 e nel 2009).

Un sito archeologico eccezionale

Nel sottosuolo fu scoperto, nel 2009, un centro urbano del I secolo d.C. La ricchezza culturale e storica del luogo, sia per gli ebrei sia per i cristiani, impose l’apertura di un cantiere archeologico e ritardò la costruzione del centro per i pellegrini nonché la modifica dei piani originari. Gli scavi furono condotti sotto la supervisione dell’Autorità israeliana per le antichità, che, per la prima volta, ha consentito il coinvolgimento di un ateneo messicano, l’Università Anáhuac México. Tra le scoperte più importanti fino ad oggi, c’è una sinagoga di 100 metri quadrati decorata con affreschi e mosaici. Al centro di quello spazio è stata rinvenuta una pietra a forma di parallelepipedo scolpita con rosette, un candelabro a sette bracci circondato da due anfore, e piccole colonne agli angoli. Potrebbe trattarsi di una rappresentazione del Secondo Tempio di Gerusalemme (l’originale della stele si trova oggi a Gerusalemme. In loco è rimasta una copia). Sono anche venute alla luce monete di un periodo tra il 29 e il 64 d.C. Confermano che Magdala si trovava strategicamente sulla strada che collegava Nazaret e Cafarnao.

Sempre più apprezzata

L’area di Magdala di proprietà dei Legionari di Cristo confina con un terreno acquisito più di un secolo fa dai francescani della Custodia di Terra Santa. Lì i primi scavi archeologici risalgono agli anni Settanta ma poi si interruppero. Furono ripresi nel 2006 da Stefano de Luca. Si deve a lui la scoperta dei resti di un porto romano con uno dei più lunghi moli. Vennero alla luce anche ampolle di vetro contenenti residui di un antico profumo.

Le stagioni di scavo successive hanno restituito i resti di un monastero bizantino, di edifici della città romana e bizantina di Magdala e porzioni di un complesso termale.

L’apertura ai visitatori di questo parco archeologico è prevista per il primo febbraio 2020 ed è resa possibile da un accordo per la gestione del sito concluso tra la Custodia di Terra Santa e l’Ufficio pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza. Dal Veneto ottanta volontari saranno inviati a Magdala in gruppi di 4-5 persone, per un mese ciascuno. Tutti hanno ricevuto la formazione storica, geografica e biblica necessaria per curare l’accoglienza e l’animazione dei gruppi di pellegrini.

L’area di Magdala gestita dai Legionari di Cristo ha aperto le sue porte come centro di pellegrinaggio il 28 maggio 2014 ed è diventato una meta caratteristica con la moderna chiesa Duc in altum e gli scavi con i resti del I secolo d.C. Secondo l’agenzia di stampa Zenit, l’area archeologica di Magdala accoglie più di mille visitatori al giorno. Nel 2018 il sito TripAdvisor l’ha classificata tra le 25 “attrazioni” più popolari in Medio Oriente e tra le cinque più popolari in Israele.

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