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I giovani di Rondine all’Onu su diritti umani e pace

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10 dicembre 2018
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I giovani di Rondine all’Onu su diritti umani e pace
Il momento della lettura dell'Appello di Rondine ai diplomatici accreditati al Palazzo di Vetro dell'Onu a New York.

A 70 anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 2018 i giovani di Rondine, cittadella della pace, portano alla sede dell'Onu a New York il loro appello al mondo.


(g.s.) – Nel settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (adottata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) quest’oggi gli studenti di Rondine, la cittadella della pace alle porte di Arezzo, sono a New York per presentare all’Onu il loro Appello per la riduzione dei conflitti armati nel mondo, rivolto ai 193 Stati membri della massima organizzazione internazionale planetaria ed elaborato nella cornice della campagna Leaders for Peace.

I giovani unversitari provengono da varie parti del mondo, caratterizzate da conflitti in atto. Nel piccolo borgo toscano si formano imparando a convivere e crescere con altri coetanei provenienti da contesti “nemici”. L’intento di questa esperienza è di creare una generazione di leader allenati a misurarsi con i contrasti, acquisendo la capacità di disinnescarli, prevenirli o, quanto meno, contenerli.

La tappa al Palazzo di Vetro di New York è stata resa possibile dalla collaborazione con l’ambasciatrice Mariangela Zappia della rappresentanza permanente d’Italia presso l’Onu.

«A Rondine Cittadella della Pace – leggiamo nell’Appello presentato il 10 dicembre – abbiamo capito che il concetto di nemico è un inganno planetario, che, pur nelle diverse culture, si insedia nella vita delle persone (emotiva, affettiva, intellettuale e culturale) togliendo la fiducia nelle relazioni. Abbiamo capito concretamente come sia possibile uscire dalla logica permanente del nemico e prevenire ovunque la spinta al suo risorgere. Tutto questo nella prospettiva di non distruggere più il tessuto umano della nuova società globale e non avvelenare il pianeta con la guerra che si alimenta alla cultura dell’ostilità preconcetta».

«Smascherando perciò questo inganno planetario, possiamo permettere un balzo in avanti nella pratica dei diritti umani, che non sono ancora pienamente attuati proprio a causa delle guerre e della logica del nemico che le produce. Noi ci mettiamo a disposizione per questo! Avendo ritrovato la fiducia reciproca tra le persone chiediamo agli Stati, ai popoli, ai soggetti sociali, economici, culturali e religiosi, alle famiglie e alle singole persone, di sostenere questo nostro Appello. Occorrono leader globali, leader di pace formati con metodo nuovo e capaci di influenzare subito le società e il nostro pianeta, per orientare il cambiamento e il salto in una nuova era».

I giovani di Rondine chiedono «ai membri delle Nazioni Unite, ai popoli, alle comunità locali, ai soggetti economici, sociali, culturali e religiosi, alle famiglie e alle persone, di formare nuovi leader globali di pace, capaci di «promuovere lo sviluppo di relazioni sociali, economiche e politiche pacificate»; di insegnare ed educare ai diritti umani nei sistemi d’istruzione nazionali; di donare borse di studio per la formazione di nuovi leader globali. «Agli Stati – conclude l’appello – chiediamo una cifra simbolica, che sia spostata su questo obiettivo dal proprio bilancio della Difesa».

L’appello è stato letto a due voci da Christine, una studentessa palestinese di Betlemme, e Noam, uno studente israeliano di Tel Aviv. Gli stessi giovani che il 3 dicembre scorso lo hanno presentato a papa Francesco nel corso di un’udienza in Vaticano concessa in occasione dei vent’anni del percorso di educazione alla pace intrapreso da Rondine ispirandosi al principio di diplomazia popolare e all’azione di personalità come Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani, non meno che di san Francesco d’Assisi.

Ai suoi giovani ospiti il Papa ha detto: «Ci chiedete di aderire al vostro Appello. Da parte mia, lo farò, e domando ai capi di Stato e di governo di fare altrettanto. La vostra voce – debole, ma forte della speranza e del coraggio della giovinezza – possa essere ascoltata il prossimo 10 dicembre alle Nazioni Unite. Servono leader con una nuova mentalità. Non sono leader di pace quei politici che non sanno dialogare e confrontarsi: un leader che non si sforza di andare incontro al “nemico”, di sedersi con lui a tavola come fate voi, non può condurre il proprio popolo verso la pace. Per far questo occorre umiltà, non arroganza: san Francesco vi aiuti a seguire questa strada, con coraggio. Ascoltando i giovani, anche nel recente Sinodo in cui erano protagonisti, ho imparato molto da loro. Spero che i vostri leader vengano a Rondine, e vedano come i loro giovani preparano la pace».

Leggi qui il discorso integrale di papa Francesco ai giovani di Rondine oppure clicca qui per il video integrale dell’udienza.

Per il video integrale dell’evento di Rondine al Palazzo di Vetro dell’Onu clicca qui.

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