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Acqua desalinizzata verrà pompata nel lago di Tiberiade

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19 Giugno 2018
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Acqua desalinizzata verrà pompata nel lago di Tiberiade
Il livello del lago di Tiberiade decresce in modo allarmante. (foto Yigal Levy/Flash90)

Da anni la siccità e l'elevato consumo di risorse contribuiscono al prosciugamento dello specchio d'acqua familiare a Gesù e ai suoi discepoli. Piano d'emergenza del governo israeliano.


(c.l.) – Il governo israeliano ha varato un piano di emergenza – che costerà quasi 25 milioni di euro – per arginare la crisi idrica che affligge il lago di Tiberiade, scenario di molti episodi della vita di Gesù e dei suoi primi discepoli.

La decisione è stata adottata il 10 giugno scorso e prevede il pompaggio nel lago e nei torrenti suoi affluenti di 10 milioni di metri cubi d’acqua desalinizzata ogni anno, per un quadriennio, a partire dal 2019. Israele – ma anche l’intera regione – risente di una crisi idrica determinata da cinque anni consecutivi di siccità, oltre che dagli alti consumi indotti dalla crescita demografica.

Le falde freatiche accusano «un deficit di 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua rispetto agli anni in cui non c’è penuria», riferisce il quotidiano Times of Israel. Principale bacino d’acqua dolce del Paese, il lago di Tiberiade presenta un livello pericolosamente basso che è mezzo metro sotto la linea rossa che segnala la soglia d’allarme. Fino a una decina d’anni fa, dal lago, che si estende per 160 chilometri quadrati, venivano pompati 400 milioni di metri cubi l’anno. Oggigiorno se ne prelevano tra i 30 e i 40 milioni.

Il piano straordinario adottato dal governo Netanyahu dovrebbe anche migliorare la qualità dell’acqua, perché più basso è il livello e maggiore è il grado di salinità. Si ritiene che indirettamente, tramite il corso del fiume Giordano che collega i due grandi laghi, possa trarne beneficio anche il Mar Morto. Attualmente i tre quarti dell’acqua potabile consumata dalle famiglie israeliane provengono dagli impianti di desalinizzazione. Il ministro dell’Energia Yuval Steinitz ha già dichiarato che entro il 2030 si vuole raddoppiare l’acqua trattata dagli impianti fino a raggiungere 1,1 miliardo di metri cubi ogni anno.

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