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Fotografia degli ebrei italiani

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27 Novembre 2017
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Fotografia degli ebrei italiani


Contro luoghi comuni e pregiudizi, sedici voci di esperti descrivono la realtà odierna dell'ebraismo italiano, aiutando a comprenderne la complessità.


Gli ebrei italiani si presentano. Ma necessariamente questa presentazione non può essere sbrigativa, perché la loro immagine è estremamente complessa, come osserva il sociologo Giorgio Pacifici, uno dei curatori del volume. «È una immagine molto più articolata oggi di quanto non fosse nel secolo scorso – aggiunge -, prima cioè delle leggi razziste, dello sterminio nazista, dell’emigrazione all’estero, e poi della “nuova immigrazione ebraica” dai paesi musulmani». Su questa immagine  pesano stereotipi antichi e pregiudizi recenti, formatisi anche in relazione a problemi non connessi direttamente con gli ebrei italiani.

Il libro ha l’ambizione di offrire un quadro descrittivo attraverso un’ampia raccolta di contributi interdisciplinari (gli autori provengono dal mondo accademico, ma anche artistico) su una comunità numericamente ridotta, ma multiforme, presente da due millenni nella Penisola e capace di coniugare in modo fecondo le sue identità – ebraica e italiana – ogni volta che ha potuto essere protagonista della vita politica, economica e culturale del Paese.

Le sezioni si concentrano su temi che spaziano dall’inquadramento giuridico delle comunità ai dati statistici, dalle tradizioni agli stereotipi persistenti. Proprio per l’articolazione di storia, identità e rapporti interni, non si possono considerare gli ebrei italiani come un’entità monolitica. La questione è bene illustrata dal neologismo popolitudine, suggerito da Sergio Della Pergola dell’Università Ebraica di Gerusalemme, che intende «includere tutto ciò che fa parte del popolo ebraico o si trova nelle sue immediate vicinanze […] o comunque fa parte del discorso ricorrente sugli ebrei».

A quasi ottant’anni dalle leggi razziste promulgate nell’Italia fascista, permane il bisogno di conoscere l’ebraismo italiano, sollecitati dall’antisemitismo della cronaca nazionale come dalle irrisolte questioni mediorientali. La complessità che emerge – sembrano suggerire gli Autori – non deve scoraggiare il desiderio di colmare quegli spazi vuoti di conoscenza che condizionano i rapporti con gli italiani non ebrei e tra i membri stessi delle comunità, di diverso orientamento religioso, alle prese con i rapidi cambiamenti del tempo presente. (f.p.)

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