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C’è un teatro romano nel cuore di Gerusalemme

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18 ottobre 2017
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C’è un teatro romano nel cuore di Gerusalemme
Vestigia del teatro romano (II-III secolo) scoperto ai piedi del Muro occidentale a Gerusalemme. (foto Yonatan Sindel/Flash90)

I resti archeologici sono stati presentati nei giorni scorsi ai mass media. Un nuovo tassello nel puzzle della storia di Gerusalemme dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.


(g.m.) – Gli archeologi stavano cercando quella che è nota come la strada del Secondo Tempio e, quando si sono imbattuti in alcune pietre piatte e lisce, credevano di averla trovata. Proseguendo negli scavi, però, hanno scoperto che le pietre curvavano fino a formare un semicerchio. «Che cos’è, una rotonda?» dice, scherzando, di aver pensato l’archeologa Tehila Lieberman. Ma la scoperta fatta da lei, insieme a Joe Uziel e Avi Solomon, è molto più importante: un teatro romano, appena sotto il Muro occidentale.

Che a Gerusalemme ci fosse un teatro era noto agli storici, in quanto Giuseppe Flavio e altre fonti antiche annotavano la sua presenza nelle vicinanze del Monte del Tempio. Ma la struttura era sfuggita agli scavi degli archeologi, che hanno iniziato a cercarla nella seconda metà del XIX secolo. Quello presentato lunedì 16 ottobre in una conferenza stampa tenutasi tra le rovine sotterranee, si trova al di sotto dell’arco di Wilson, la rampa che collegava il cortile del Tempio alla città di Gerusalemme, sotto al quale oggi si trova una sinagoga. Il teatro è di dimensioni modeste se comparato con i suoi simili di Cesarea o Beit Shean (poteva ospitare circa 200 spettatori) ed è realizzato in stile romanico classico. Sebbene la datazione esatta sia ancora in corso, ci sono pochi dubbi: le rovine risalgono al periodo che va dalla distruzione del secondo Tempio giudaico all’arrivo dell’Islam.

Dopo il 70 d.C., anno in cui il Tempio venne raso al suolo dalle truppe di Roma, Gerusalemme fu ribattezzata Aelia Capitolina dall’imperatore Adriano, che ne avviò la ricostruzione intorno al 130 d.C. Il teatro, scoperto dagli esperti dell’Autorità israeliana per le antichità, venne probabilmente costruito in quel periodo, anche se appare incompleto: le scale non sono state intagliate del tutto e alcune pietre presentano delle guide, ma non sono state completate. L’interruzione dei lavori è probabilmente dovuta allo scoppio della rivolta di Bar Kokhba (132-135 d.C.), l’ultima delle guerre che hanno contrapposto i romani agli israeliti. In seguito al terremoto del 360 d.C., l’area al di sotto dell’Arco di Wilson rimase gravemente danneggiata. Essendo al tempo una zona frequentata, come conferma la scoperta del teatro, è probabile che gli abitanti di Gerusalemme abbiano deciso di coprirla con terra e detriti per renderla più stabile, nascondendo il teatro per oltre 1.600 anni.

Il ritrovamento aiuterà gli storici a capire come fosse la Gerusalemme tra il 70 e il 638 d.C., anno della conquista musulmana. I primi studi compiuti sul teatro suggeriscono che fosse una città in piena trasformazione: le sedute per il pubblico sono stare realizzate riutilizzando la pavimentazione della strada, mentre il canale di scolo che correva sotto l’Arco di Wilson è stato abbassato per far posto al teatro stesso. Gli archeologi hanno intenzione di continuare a scavare per andare ancora più in profondità, nella speranza di raggiungere resti risalenti al Primo Tempio.

La funzione del teatro non è ancora chiara. Il fatto che abbia un tetto, al di sopra del quale ancora oggi gli ebrei pregano accostandosi al Muro Occidentale, fa supporre che fosse usato come odeon, ovvero un teatro coperto per rappresentazioni musicali; ma avrebbe potuto essere anche un bouleuterion, il luogo che ospitava il consiglio cittadino. La sua posizione, così vicina al Monte del Tempio, indica infatti che l’area era ancora molto utilizzata e frequentata. Di certo la sua scoperta aggiunge un tassello mancante alla Gerusalemme romana. Quasi tutte le colonie dell’Impero, infatti, ospitavano quattro strutture: i bagni pubblici, la latrina (una è stata scoperta a Gerusalemme 15 anni fa, poco distante dal teatro), un tempio e un luogo dedicato alla vita cittadina o al divertimento. La disposizione del teatro, orientato in modo che l’uditorio desse le spalle al Monte del Tempio, fornisce un altro indizio interessante: forse per i romani il luogo più sacro degli israeliti non aveva grande importanza.

Resta perciò la curiosità di sapere cosa ci fosse, in quel periodo, su quella che conosciamo come la Spianata delle Moschee. Il nome di Aelia Capitolina fa supporre che Gerusalemme racchiudesse dentro le sue mura un tempio dedicato a Giove Capitolino ma non ci sono prove di una costruzione del genere sul Monte del Tempio.

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