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30 agosto 2017
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Il rappresentante pontificio in Terra Santa, mons. Giuseppe Lazzarotto, ha lasciato Gerusalemme, al termine del suo mandato. Dimissioni di padre David Neuhaus, da vicario per i cattolici di lingua ebraica.


(g.s.) – È stagione di congedi nella comunità cattolica di Terra Santa. Negli ultimi giorni hanno concluso i loro rispettivi ministeri padre David Neuhaus, gesuita, vicario del patriarca latino di Gerusalemme per i cattolici di espressione ebraica e il rappresentante pontificio presso Cipro, Israele e Palestina, l’arcivescovo Giuseppe Lazzarotto.

Il 28 agosto, il presule nato a Carpanè di San Nazario (in provincia di Vicenza ma in diocesi di Padova) 75 anni fa ha lasciato la Terra Santa dopo un ministero durato un quinquennio. Monsignor Lazzarotto ha così concluso anche 46 anni a servizio della diplomazia pontificia, un lungo arco di tempo durante il quale ha ricoperto l’incarico di ambasciatore del Papa in vari Paesi: in Iraq e Giordania (dal 1994 al 2000), in Irlanda (dal 2000 al 2007) e in Australia (dal 2007 fino al trasferimento a Gerusalemme, che risale all’agosto 2012).

Lazzarotto è partito senza troppe fanfare: il 27 agosto ha celebrato una messa nella cappella del Centro Notre Dame, attorniato da alcuni dei vescovi cattolici locali e dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Il 28 ha indirizzato una lettera alle comunità cattoliche locali, al clero, ai consacrati e ai vescovi per esprimere il suo ringraziamento ed assicurare la continua preghiera. «Porto con me nel cuore – ha scritto il nunzio – il ricordo indimenticabile dei tanti momenti di gioia e di speranza, ma anche di apprensione e preoccupazione, che in molti modi ho condiviso con voi. Ora, libero dall’assillo dei tanti impegni quotidiani, potrò dedicare più tempo alla riflessione e alla preghiera, nelle quali la Terra Santa e voi tutti avrete un posto particolare».

In attesa della nomina di un nuovo nunzio e delegato apostolico le questioni correnti saranno curate da mons. Marco Formica in qualità di incaricato d’affari.

È di ieri, 29 agosto, la notizia che padre David Neuhaus (55 anni) ha chiesto di cessare il ministero di vicario patriarcale per i cattolici di espressione ebraica (che ha svolto negli ultimi 9 anni). Il gesuita lo ha chiesto all’amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, con una lettera del 14 agosto nella quale adduce motivi di stanchezza, ma anche l’opportunità di far spazio ad altri.

Pizzaballa ha accolto la richiesta e ha comunicato la sua decisione con una lettera ai membri del vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica. L’arcivescovo esprime innanzitutto a padre Neuhaus il suo ringraziamento personale e pubblico e si dice certo che continuerà a partecipare alla vita del vicariato in altri modi.

«In questi ultimi anni – riconosce l’amministratore apostolico – padre David ha contribuito enormemente alla vita della Comunità di San Giacomo: il coinvolgimento di nuovi sacerdoti, la pubblicazione in lingua ebraica di manuali e di testi liturgici, l’organizzazione di campi estivi per i bambini e molte altre iniziative hanno contribuito ad edificare una comunità cristiana vivace, giovane e attiva all’interno della società israeliana. In questi anni sono anche stati definiti i nuovi Statuti e una nuova configurazione canonica del Vicariato, che ha guadagnato in stabilità e chiarezza in ogni attività. Ora la vita del Vicariato è all’inizio di un capitolo nuovo. Sono sicuro che l’eredità lasciataci da padre David sarà conservata e fatta fruttare in modo appropriato».

Neuhaus ha lasciato, contestualmente, anche la responsabilità di coordinatore del Servizio pastorale per i richiedenti asilo e i migranti, incarico al quale, negli ultimi anni, ha dedicato molte energie. Presto monsignor Pizzaballa dovrà nominare qualcuno che succeda al gesuita su entrambi i fronti.

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