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I cattolici melchiti hanno un nuovo patriarca

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21 giugno 2017
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I cattolici melchiti hanno un nuovo patriarca
Il neo eletto patriarca melchita Joseph Absi sorridente al centro della foto.

È il vescovo Joseph Absi (71 anni), di nazionalità siriana come il predecessore Gregorio III Laham. Il sinodo melchita lo ha eletto quest'oggi. Sarà punto di riferimento per quasi 2 milioni di fedeli.


(g.s.) – Il sinodo della Chiesa melchita – alla quale aderiscono quasi due milioni di cattolici di rito greco sparsi in tutto il mondo, ma specialmente in Medio Oriente – è riunito dal 19 giugno ad Aïn Traz, presso Beirut, in Libano, e oggi ha eletto il successore del patriarca Gregorios III Laham dimessosi il 6 maggio scorso.

Il nuovo patriarca – riferisce da Amman il sito Abouna.org – è il vescovo Joseph Absi (71 anni compiuti ieri), che dal 2007 esercitava il ministero di vicario patriarcale a Damasco, la capitale siriana dove egli stesso è nato. Ordinato sacerdote nel 1973, abouna Absi svolse le funzioni di cappellano della Società missionaria di San Paolo. Nel 2001 è entrato a far parte del collegio episcopale come ausiliare presso la curia patriarcale.

Nessun altro patriarca melchita fino ad ora ha mai avuto nome Giuseppe, così il neo eletto sarà Joseph I.

In base alle norme del Codice di diritto canonico delle Chiese orientali, la nomina del patriarca viene subito notificata alla Santa Sede per il riconoscimento della comunione ecclesiastica da parte di papa Francesco.

Dal 6 maggio scorso ad oggi la Chiesa greco-melchita, è stata amministrata da mons. Jean-Clément Jeanbart (74 anni), arcivescovo di Aleppo e membro anziano del Sinodo.

 


 

Dalla Terra Santa gli auguri al nuovo patriarca

Con una lettera del 26 giugno l’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa si congratula con il nuovo patriarca melchita Yousef I Absi.

«Dopo un periodo di prove dolorose – si legge nella lettera – i padri sinodali della sua Chiesa sui juris hanno scelto un nuovo padre e patriarca. La rapidità della sua elezione ha colmato il desiderio che abitava nel cuore di tutti, clero e fedeli: voltare pagina, guardare verso un orizzonte luminoso, ravvivare la fede nel Cristo Signore della Storia, ritrovare la comunione ecclesiale».

Dopo aver confermato la loro volontà di collaborazione con il neo eletto patriarca, i responsabili delle Chiese di Terra Santa aggiungono: «Lei ha fama di essere un uomo discreto. Sappiamo tutti che la discrezione è la facoltà del discernimento che cerca di vedere in chiarezza, di giudicare saggiamente e di agire con prudenza. Ce ne sarà certamente bisogno per ricomporre il tessuto ecclesiale, per operare in favore della riconciliazione degli animi, per confortare le sofferenze dei popoli del Medio Oriente».

 

Ultimo aggiornamento: 26/06/2017 14:29

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