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La nona Giornata delle associazioni pro Terra Santa

Giuseppe Caffulli
2 novembre 2016
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La nona Giornata delle associazioni pro Terra Santa
Fra Ibrahim Alsabagh parla davanti all'attento uditorio della Giornata delle associazioni per la Terra Santa.

Cronaca di una giornata densa di contenuti svoltasi sabato 29 ottobre, presso il Centro congressi dell’Università Antonianum, in Roma. Presente anche il Custode fra Francesco Patton.


«Ad Aleppo vedo Cristo crocifisso e sofferente nelle sue membra, un  popolo che vive una tragedia, un duello tra forze che puntano solo a portare morte e distruzione». Il silenzio nella sala è denso. Le parole di fra Ibrahim Alsabagh, frate minore della Custodia di Terra Santa e parroco della parrocchia di Aleppo, arrivano nel cuore dei presenti come stilettate. «Di fronte a tanta sofferenza, dobbiamo chiederci: Signore, cosa vuoi che io faccia? Dobbiamo rispondere al male con il bene. Noi, cristiani di Aleppo, viviamo una lunga via crucis, ma abbiamo il cuore libero dall’odio».

Sabato 29 ottobre, presso il Centro congressi dell’Università Antonianum, in Roma, nona Giornata delle Associazioni e dei volontari di Terra Santa. La prima parte del pomeriggio ruota attorno alla testimonianza del religioso siriano venuto appositamente da Aleppo per «denunciare la situazione in cui si trova la gente di quella terra» e per raccontare dei progetti di sostegno in favore della comunità cristiana locale. Un aiuto che va incontro a tutti i poveri e bisognosi, senza distinzione di fede religiosa. Fra Francesco Ielpo, Commissario di Terra Santa della Provincia del Nord Italia e consigliere di Ats Pro Terra Sancta, ha poi parlato nel dettaglio delle azioni intraprese dalla Custodia di Terra Santa in Siria: aiuti sanitari, sostegno psicologico, pacchi alimentari…

La Giornata, alla quale hanno partecipato quasi 200 delegati provenienti da tutta Italia, da Trento a Lecce, è incominciata con la relazione di fra Alberto Pari, responsabile per il dialogo ecumenico e interreligioso della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme, sui semi di speranza che, come fiori tra le rocce, stanno sbocciando nella Città Santa tra cristiani, ebrei e musulmani: un’amicizia, nel nome dell’unico Dio.

La mattinata è proseguita con una relazione del Piccolo fratello Cruz Oswaldo dell’Abbazia di Sassovivo, che ha tratteggiato la spiritualità di Charles De Foucauld nel centenario della morte, avvenuta il primo dicembre 1916. «Il messaggio di fratel Charles – ha spiegato il religioso – è quello legato alla vita nascosta di Gesù a Nazaret. Tutti noi dobbiamo vivere la nostra fede nella quotidianità, dove siamo chiamati a vivere».

Nel pomeriggio, prima della testimonianza di fra Ibrahim su Aleppo, Giovanni Gianfrate dell’associazione Coltiviamo la pace di Firenze, ha aggiornato i presenti sul progetto per la salvaguardia degli ulivi del Getsemani che il sodalizio fiorentino sta seguendo insieme al Consiglio nazionale delle ricerche.

La parte centrale del pomeriggio è stata dedicata alle comunicazioni delle associazioni. Si tratta di un momento sempre utilissimo di conoscenza e condivisione del lavoro fatto e dei progetti futuri. Da Ponte di pace di Torino ai volontari di Castellana Grotte, in Puglia, passando per gli amici lodigiani e riminesi, fino agli svizzeri dell’Associazione amici del Magnificat… Quello che è emerso è un quadro di estrema ricchezza e dinamismo, segno che l’amore per la Terra Santa è capace di suscitare le risposte necessarie ai tanti bisogni che toccano quella terra.

Inaspettata, ma gradita, la visita di mons. José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per la vita consacrata e già ministro generale dei Frati minori, che ha voluto ringraziare i presenti per l’impegno e l’«amore» verso la Terra Santa (dove mons. Carballo ha svolto la sua formazione biblica).

La parola è passata poi al Custode di Terra Santa fra Francesco Patton, per la prima volta presente all’incontro di Roma. Dopo aver offerto ai partecipanti alcuni spunti di riflessione in merito alla presenza dei francescani in Terra Santa (clicca qui per il testo integrale dell’intervento in formato pdf) e alla responsabilità che tutti i cristiani debbono sentire nel partecipare della missione della Custodia, fra Patton ha risposto alle domande dei presenti, incoraggiando tutte le associazioni a lavorare di più e meglio in rete per rispondere alla comune chiamata per la terra dove  «tutti siamo nati».

La Giornata si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia presso la vicina Delegazione di Terra Santa, presieduta dal padre Custode e concelebrata dai numerosi sacerdoti e religiosi presenti. Per tutti, appuntamento all’anno prossimo, per la decima edizione di un’iniziativa cresciuta negli anni per partecipazione e importanza.

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Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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