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Tornato alla luce, in Israele, un cimitero filisteo

Terrasanta.net
11 luglio 2016
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Tornato alla luce, in Israele, un cimitero filisteo
L'archeologa Sherry Fox intenta ad esaminare uno degli scheletri sepolti nel cimitero filisteo presso Ashkelon. (foto: Tsafrir Abayov/Expédition Leon Levy)

È il primo ritrovamento di questo genere in Israele: un grande cimitero filisteo, risalente a tremila anni fa, è stato scoperto vicino ad Ashkelon. Dal sito nuova luce sulle origini dei filistei.


(n.h.) – «Il 90 per cento degli studi e degli articoli scritti sugli usi e consuetudini di sepoltura dei filistei dovranno essere rivisitati o dimenticati, ora che abbiamo riportato alla luce il primo e unico cimitero filisteo», ha dichiarato Lawrence E. Stager, docente di archeologia.

Il cimitero è stato scoperto all’esterno della cinta di Tel Ashkelon. Sul luogo degli scavi sono state ritrovate 150 sepolture individuali databili tra l’Undicesimo e l’Ottavo secolo avanti Cristo. Queste sepolture intatte gettano nuova luce su un mistero che ha per lungo tempo interrogato gli archeologi: la vera origine dei filistei.

«Da dove proveniva quella popolazione? È la questione che vogliamo chiarire», dice l’antropologa fisica Sherry Fox, mentre si appresta a sottoporre dei campioni di ossa ad analisi di laboratorio.

Questa scoperta permetterà agli archeologi di studiare le pratiche funerarie dei filistei e, perciò, di meglio comprendere le caratteristiche di quel popolo e il suo modo di vivere. Con un tale campo d’indagine a disposizione per le loro ricerche, gli archeologi avranno anche la possibilità di condurre uno studio su ampia scala, non basandosi su un solo individuo, ma su un’intera popolazione, spiega Daniel M. Master, professore del Wheaton College e co-direttore della spedizione Leon Levy.

«Possiamo già dire – continua Master – che le pratiche culturali venute alla luce si differenziano sostanzialmente da quelle dei cananei e delle popolazioni delle regioni montuose orientali. Le ossa offrono informazioni sulle abitudini alimentari, sul modo di vita e sulle usanze funebri. Una delle conclusioni già raggiunte è che gli individui privati furono risparmiati dai conflitti: «Non c’è alcuna traccia di traumi sulle ossa», ha osservato la Fox.

Contrariamente alle altre pratiche funerarie in uso nella regione – la sepoltura familiare o multipla, in cui i defunti venivano deposti su una piattaforma sopraelevata – le scoperte di Ashkelon sono sensibilmente diverse. I morti, in gran parte seppelliti in fosse di forma ovale, furono inumati secondo le tradizioni tipiche della civiltà egea.

In mezzo ad oltre 150 tombe individuali sono state rinvenute anche sei camere funerarie, ciascuna contenenti più spoglie. Tra le altre c’è una magnifica camera funeraria costruita con arenaria perfettamente scolpita. Ma la grande porta di pietra che sigillava l’ingresso non ha potuto impedire che il tesoro che conteneva venisse saccheggiato. Ora non restano che gli scheletri.

Accanto alle tombe sono stati dissotterrati anche vari oggetti: vasi, ciotole, punte di frecce e di lance e, in casi rari, anche gioielli. C’erano pure piccoli flaconi che dovevano contenere profumi. In due casi l’ampolla era posta vicino al naso del defunto, con l’apertura in prossimità delle narici, senza dubbio per far sì che il morto potesse essere accompagnato dal profumo per tutta l’eternità.

Ricordiamo che i filistei sono menzionati a più riprese nella Bibbia. Abramo soggiorna presso di loro per un certo periodo, ma le relazioni con gli ebrei si deteriorano rapidamente, come narra il libro della Genesi. Dai ranghi dei filistei esce il gigante Golia.

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