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Un atlante dell’Olocausto

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13 Maggio 2016
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Un atlante dell’Olocausto

Con le mappe e i grafici della cartografa Mélanie Marie e la capacità di sintesi di Georges Bensoussan, questo libro si offre come uno strumento assai utile quale originale introduzione al tema della Shoah.


(g.s.) – L’agile volume di Georges Bensoussan che qui presentiamo è uno degli Atlanti della Collana Biblioteca universale di Storia editi in Italia dalla goriziana Leg. Per le sue decine di mappe e la capacità di sintesi, ci pare uno strumento utilissimo anche a scopi didattici.

Dello sterminio degli ebrei, sul finire della prima metà del Novecento, l’autore scrive: «Se l’assassino, di norma, suole farsi incontro alla sua vittima, qui dall’Europa intera sono state le vittime a essere dirette verso i propri aguzzini, per venire eliminate in luoghi appositamente studiati per quest’unico scopo. Non si tratta per nulla del primo genocidio nella storia (ve n’era stato uno in Armenia fra il 1915 e il 1917), ma è senz’altro unico per dimensioni (non localizzato geograficamente) e natura (non sotteso da obiettivi territoriali o economici): gli ebrei andavano sterminati per motivi ideologici». Una pagina nera che «ha bisogno di un sostrato culturale e sociale. Questo crimine, infatti, fu latente nell’Europa cristiana per secoli e la sua matrice primaria, necessaria ma non sufficiente, fu un antigiudaismo innalzato a visione del mondo».

Il libro è suddiviso in quattro capitoli («Dall’emancipazione alla persecuzione»; «Dalla concentrazione allo sterminio di massa»; «Il genocidio su scala continentale»; «Liquidazione e bilancio di un disastro») punteggiati di decine e decine di mappe e grafici. Solo una paginetta è dedicata al contesto italiano, nel paragrafo che si sofferma sull’Europa meridionale all’interno del capitolo terzo dedicato al genocidio su scala continentale.

Particolarmente efficaci sono alcuni grafici, come quello che raffronta la percentuale di sopravvissuti tra i deportati politici comparandola e i deportati ebrei: se in Europa, in Francia e in Belgio la percentuale dei politici sopravvissuti è del 59 per cento, gli scampati ebrei sono al 6 per cento in Europa, al 5 in Belgio, e al 3 in Francia.

Mappe e grafici sono della cartografa Mélanie Marie.

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