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Iscrizioni antiche di 1.700 anni riportate alla luce nel nord di Israele

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1 febbraio 2016
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Iscrizioni antiche di 1.700 anni riportate alla luce nel nord di Israele
Uno dei tre epitaffi rinvenuti a Sefforis (foto Miki Peleg, Autorità per le antichità d'Israele)

Tre iscrizioni funerarie - due in aramaico e una in greco - antiche di 1.700 anni sono state riportate alla luce a Sefforis (o Zippori), nella regione della Galilea (Israele). Il recente ritrovamento si deve a una campagna di scavi curata congiuntamente dell’Istituto Kinneret per l’archeologia della Galilea e dell’Autorità per le antichità di Israele (Aai).


(n.h.) – Tre iscrizioni funerarie – due in aramaico e una in greco – antiche di 1.700 anni sono state riportate alla luce a Sefforis (o anche Zippori), nella regione della Galilea (Israele). «L’importanza degli epitaffi sta nel fatto che riflettono la vita quotidiana degli ebrei di Sefforis e il loro ambiente culturale», ha spiegato Motti Aviam, dell’Istituto Kinneret (Tiberiade) per l’archeologia della Galilea, che si è affiancato negli scavi all’Autorità per le antichità di Israele (Aai).

Nell’iscrizione in greco, che è la più semplice da comprendere, compare il nome «Jose». Le epigrafi in aramaico richiedono più tempo per essere correttamente interpretate. Menzionano dei «rabbini» sepolti nel cimitero a occidente di Sefforis, i cui nomi restano però da decifrare.

Secondo Aviam il significato attribuito dagli abitanti di Sefforis al titolo di «rabbi» resta vago. «I ricercatori sono incerti circa il significato del termine “Rabbino” all’epoca in cui Rabbi Yehuda Hanasi (Judah il principe) risiedeva a Sefforis», ha dichiarato.

Ciò detto, una delle iscrizioni in aramaico si riferisce a un certo «il Tiberiano». Sarebbe il secondo caso noto di persona proveniente dalla città di Tiberiade e sepolta nel cimitero di Sefforis. «È assai probabile che gli ebrei di diverse parti della Galilea siano stati seppelliti a Sefforis per restare vicino (alle spoglie) del rabbino». Gli esperti dell’Aai hanno aggiunto che le epigrafi in aramaico terminano entrambe con il saluto di benedizione ebraico: «Shalom».

Le iscrizioni funerarie sono state scoperte grazie a un’operazione congiunta di scavi promossi dall’Aai e dall’Istituto Kinneret. Fino ad oggi a Sefforis sono venute alla luce diciassette iscrizioni funerarie. La maggior parte di esse sono in aramaico, lingua molto parlata dagli ebrei dell’epoca. Le iscrizioni di Tiberiade erano per lo più composte in greco, ha aggiunto l’Aai.

Tra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C. Sefforis fu la capitale della Galilea, prima d’essere soppiantata da Tiberiade. La forma del suo impianto urbanistico richiama i caratteri tipici della presenza romana nella regione. Oggi Sefforis è celebre per i suoi magnifici mosaici.

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