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Papa Francesco ai frati: «Portate misericordia, riconciliazione e pace!»

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26 maggio 2015
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Papa Francesco ai frati: «Portate misericordia, riconciliazione e pace!»
Il saluto tra Papa Francesco e il ministro generale dei Frati minori, fra Michael Perry, durante l'udienza di questa mattina in Vaticano. (foto Ansa/SFOR)

Papa Francesco ha ricevuto stamattina in Vaticano i frati minori che in questi giorni, ad Assisi, prendono parte al periodico Capitolo generale dell’Ordine. Il Papa ha augurato ogni bene a fra Michael Perry che il 21 maggio scorso è stato riconfermato ministro generale dal voto dei padri capitolari.


(g.s.) – Papa Francesco ha ricevuto stamattina in Vaticano i frati minori che in questi giorni, ad Assisi, prendono parte al periodico Capitolo generale dell’Ordine. Il Papa ha augurato ogni bene a fra Michael Perry che il 21 maggio scorso è stato riconfermato ministro generale dal voto dei padri capitolari.

All’inizio del discorso il Pontefice ha confessato di aver interpellato due giovani amici francescani argentini, chiedendo loro qualche suggerimento, in vista dell’udienza, sulle categorie della «minorità» e della «fraternità», che tengono banco nelle riflessioni del capitolo.

«La minorità – ha sintetizzato il Papa – chiama ad essere e sentirsi piccoli davanti a Dio, affidandosi totalmente alla sua infinita misericordia. La prospettiva della misericordia è incomprensibile per quanti non si riconoscono “minori”, cioè piccoli, bisognosi e peccatori davanti a Dio. Quanto più siamo consapevoli di questo, tanto più siamo vicini alla salvezza; quanto più siamo convinti di essere peccatori, tanto più siamo disposti ad essere salvati. (…) Minorità significa anche uscire da sé stessi, dai propri schemi e vedute personali; significa andare oltre le strutture – che pure sono utili se usate saggiamente –, andare oltre le abitudini e le sicurezze, per testimoniare concreta vicinanza ai poveri, ai bisognosi, agli emarginati, in un autentico atteggiamento di condivisione e di servizio».

Parlando di fraternità, Papa Francesco ha rinviato i frati all’esempio dei primi cristiani: «La vostra famiglia religiosa è chiamata ad esprimere questa fraternità concreta, mediante un recupero di fiducia reciproca – e sottolineo questo: recupero di fiducia reciproca – nelle relazioni interpersonali, affinché il mondo veda e creda, riconoscendo che l’amore di Cristo guarisce le ferite e rende una cosa sola».

«In questa prospettiva, è importante che venga recuperata la coscienza di essere portatori di misericordia, di riconciliazione e di pace. Realizzerete con frutto questa vocazione e missione se sarete sempre più una congregazione “in uscita”. Questo del resto corrisponde al vostro carisma, attestato anche nel Sacrum Commercium. In questo racconto sulle vostre origini si narra che ai primi frati fu chiesto di mostrare quale fosse il loro chiostro. Per rispondere, essi salirono su un colle e “mostrando tutt’intorno la terra fin dove giungeva lo sguardo dissero: ‘Questo è il nostro chiostro’” (63: FF 2022). Cari fratelli, in questo chiostro, che è il mondo intero, andate ancora oggi spinti dall’amore di Cristo, come vi invita a fare san Francesco».

«Queste esortazioni – ha soggiunto Papa Bergoglio – sono di grande attualità; sono profezia di fraternità e di minorità anche per il nostro mondo di oggi. Quanto è importante vivere un’esistenza cristiana e religiosa senza perdersi in dispute e chiacchiere, coltivando un dialogo sereno con tutti, con mitezza, mansuetudine e umiltà, con mezzi poveri, annunciando la pace e vivendo sobriamente, contenti di quanto ci è offerto! Ciò richiede anche un impegno deciso nella trasparenza, nell’uso etico e solidale dei beni, in uno stile di sobrietà e di spogliazione. Se, invece, siete attaccati ai beni e alle ricchezze del mondo, e ponete lì la vostra sicurezza, sarà proprio il Signore a spogliarvi da questo spirito di mondanità al fine di preservare il prezioso patrimonio di minorità e di povertà a cui vi ha chiamato per mezzo di san Francesco. O siete voi liberamente poveri e minori, o finirete spogliati».

In conclusione il Pontefice ha detto: «Lo Spirito Santo è animatore della vita religiosa. Più gli diamo spazio, più Egli è l’animatore dei nostri rapporti e della nostra missione nella Chiesa e nel mondo. Quando le persone consacrate vivono lasciandosi illuminare e guidare dallo Spirito, scoprono in questa visione soprannaturale il segreto della loro fraternità, l’ispirazione del loro servizio ai fratelli, la forza della loro presenza profetica nella Chiesa e nel mondo. La luce e la forza dello Spirito vi aiuteranno anche ad affrontare le sfide che sono davanti a voi, in particolare il calo numerico, l’invecchiamento e la diminuzione delle nuove vocazioni».

Il Capitolo generale dei Frati minori si è aperto il 10 maggio scorso presso la Domus Pacis a Santa Maria degli angeli, in Assisi, e i lavori si chiuderanno il 7 giugno. Tra gli altri ministri provinciali e frati partecipanti anche il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.

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