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Sulle tracce di Pietro

Giuseppe Caffulli
20 settembre 2014
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Sulle tracce di Pietro

Per smontare chi continua, ancora oggi, a considerare come leggendaria la venuta di Pietro nell’Urbe e per guardare con gli occhi delle evidenze archeologiche il cristianesimo delle origini, è interessante leggere il libro di Andrea Carandini, uno dei più illustri archeologi italiani. Avvalendosi di fonti sia storiche sia esegetiche e letterarie, l'Autore arriva a tratteggiare la vicenda terrena di questo uomo mite e illetterato trovatosi a diventare «vicario di Cristo in terra».


«E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt, 16, 18-19). Quante volte abbiamo ascoltato questo brano del Vangelo di Matteo. Righe che esprimono con forza uno dei cardini della tradizione cattolica: il conferimento dell’autorità papale all’apostolo Pietro, primato che nel corso dei secoli ha creato divisioni e diverse interpretazioni. E ancora oggi è oggetto di discussione, contestato (nelle modalità d’esercizio) dagli ortodossi e non accettato dai protestanti. Piuttosto inclini, questi ultimi, a considerare anche la venuta di Pietro a Roma come una mitizzazione della storia. In fondo il papato, più che un comando evangelico, potrebbe essere – secondo certuni – una «splendida invenzione» funzionale alla diffusione del cristianesimo.

Proprio per smontare chi continua, ancora oggi, a considerare come leggendaria la venuta di Pietro nell’Urbe e per guardare con gli occhi delle evidenze archeologiche il cristianesimo delle origini, è interessante leggere il libro di Andrea Carandini, uno dei più illustri archeologi italiani, per anni docente alla Sapienza di Roma. Si intitola Su questa pietra. Gesù, Pietro e la nascita della Chiesa e si gioca su due versanti ugualmente importanti: il rapporto che legava in Terra Santa Pietro al Maestro, avvalorato dalle indagini archeologiche condotte a Cafarnao dagli archeologi dello Studium Biblicum Franciscanum; la presenza a Roma di Pietro, la sua morte e la nascita del culto all’apostolo, con la conseguente edificazione della basilica costantiniana sulla tomba venerata. Avvalendosi sia di fonti storiche che di fonti esegetiche e letterarie, Carandini arriva a tratteggiare la storia terrena di questo uomo mite e illetterato, che dalle rive del lago dove svolgeva il lavoro di pescatore si è trovato a diventare «vicario di Cristo in terra». Un’avventura che l’autore racconta senza concessioni agiografiche, ma a partire da evidenze scientifiche e dagli scavi archeologici (interessantissimi i capitoli dedicati al ritrovamento della tomba di Pietro in Vaticano) che hanno permesso di capire meglio il rapporto tutto speciale tra il primo degli apostoli e la città chiamata ad essere sede del ministero petrino.

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