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D-Caf, un festival d’arte rallegra il Cairo

Anna Clementi
28 marzo 2014
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D-Caf, un festival d’arte rallegra il Cairo
La serata di apertura del Festival D-Caf al Cairo. (foto D-Caf/Mostafa Abdel Aty)

L'arte, in un'epoca buia e difficile come quella che sta attraversando oggi l'Egitto, dona luce e speranza, parla un linguaggio universale, che è quello della dignità e della libertà, diventa una forma di catarsi e di stimolo all'azione per far fronte alle avversità della vita. Da questa convinzione prende le mosse, al Cairo, il Festival D-Caf in corso in questi giorni.


«Che cos’è l’arte in tempo di conflitto e di instabilità politica? Che cos’è l’arte in un paese dove si lotta contro la povertà e l’analfabetismo?». Secondo Ahmed Al-Attar, direttore del Downtown Contemporary Arts Festival (D-Caf), l’arte, in un’epoca buia e difficile come quella che sta attraversando oggi l’Egitto, dona luce e speranza, parla un linguaggio universale, che è quello della dignità e della libertà, diventa una forma di catarsi e di stimolo all’azione per far fronte alle avversità della vita.

E proprio questo è il principale obiettivo del D-Caf, l’unico festival multidisciplinare internazionale dedicato alle arti contemporanee che si sta svolgendo in questi giorni nel quartiere centrale della capitale egiziana. Un ricco programma diluito nell’arco di tre settimane, dal 20 marzo all’11 aprile, che include proiezioni di film, arti visive, laboratori artistici, concerti e arte di strada e che vede la partecipazione di oltre 100 artisti egiziani e internazionali.

Grande spazio viene riservato alle arti dello spettacolo con rappresentazioni teatrali – tra cui due lavori dello stesso Al-Attar – ed esibizioni di danza, alcune in anteprima mondiale, che vedono la collaborazione di artisti egiziani e internazionali. Partendo dal successo riscosso l’anno scorso, il D-Caf ha deciso di riproporre, anche in questa edizione, la sezione dedicata alla rappresentazioni di teatro e di danza contemporanea per le strade del Cairo, vicino a piazza Tahrir. Un modo per creare una sensibilizzazione alla cultura artistica per le vie della città e per rendere l’arte accessibile e usufruibile da tutti. Il tema di quest’anno, per quanto riguarda i film, è la produzione cinematografica francofona e prevede la proiezione di pellicole canadesi, belghe, svizzere e francesi. Di certo non manca il programma musicale che propone esibizioni delle ultime rivelazioni musicali egiziane e concerti frutto di collaborazione tra artisti locali e internazionali.

D-Caf è un festival ancora giovane, ma il suo potenziale può portarlo lontano, grazie alla sua capacità di coinvolgere un pubblico di diversa origine ed estrazione sociale e di proporre una produzione artistica di qualità. Figlio della rivoluzione egiziana e dei grandi cambiamenti che essa ha portato non solo sul piano politico ma anche su quello culturale e artistico, questo evento, che ormai è alla sua terza edizione, sta contribuendo a far ritornare il quartiere centrale del Cairo il punto di riferimento culturale ed artistico della città, dopo i sanguinosi eventi degli ultimi anni. La stessa scelta di utilizzare luoghi non tradizionali per le esibizioni, come gli antichi palazzi cairoti, i tetti e le terrazze delle case, le vie della città e le vetrine dei negozi, ha permesso al numeroso pubblico che partecipa agli eventi di instaurare una nuova relazione con questo quartiere del Cairo e di riscoprire in chiave artistica i luoghi della vita quotidiana.

«Finora il D-Caf sta avendo grande successo, soprattutto tra i giovani», racconta Mohammed Hamed, uno dei tanti volontari coinvolti nella preparazione e nell’organizzazione del festival. «Già nell’edizione dell’anno scorso avevamo registrato un forte aumento della partecipazione rispetto al 2012, ma quest’anno il numero dei partecipanti sembra essere addirittura triplicato. Per molti dei prossimi spettacoli e concerti in programma è difficile trovare un biglietto disponibile».

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