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In Egitto un tranquillo Natale copto, nel segno della gratitudine

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7 gennaio 2014
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In Egitto un tranquillo Natale copto, nel segno della gratitudine
Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour con il papa copto Tawadros II in occasione del Natale. (foto Watani)

I copti egiziani hanno celebrato ieri il Natale ortodosso nel «segno del ringraziamento». Ringraziamento religioso a Dio, ma anche ringraziamento laico, alla nuova dirigenza politica del Paese, meritevole di aver allontanato dal potere i Fratelli Musulmani e il loro pericoloso integralismo.


(Milano/c.g.) – I copti egiziani hanno celebrato ieri il Natale ortodosso nel «segno del ringraziamento». Ringraziamento religioso a Dio, ma anche ringraziamento laico, alla nuova dirigenza politica del Paese, meritevole di aver allontanato dal potere i Fratelli Musulmani e il loro pericoloso integralismo.

Papa Tawadros II ha presieduto la grande veglia natalizia nella cattedrale copta di San Marco, al Cairo. Quando, nella chiesa gremita di fedeli, il patriarca ha pronunciato scandendolo, prima il titolo e poi il nome del capo dell’esercito, Abdul Fatah Khalil Al-Sisi, per ringraziarlo pubblicamente dei suoi auguri natalizi, la cattedrale è esplosa in un lunghissimo applauso.

«L’anno scorso a Natale eravamo spaventati – racconta Monica, una cristiana di 24 anni intervistata a margine della veglia natalizia dal quotidiano al Ahram -. Eravamo impauriti perché era sempre più evidente che il presidente Mohamed Morsi stava trasformando la democrazia in una dittatura, servendo solo gli interessi del suo gruppo di riferimento». E avrebbe probabilmente continuato, senza il colpo di mano militare attuato dal generale Sisi. Il secondo applauso più forte nella cattedrale, è stato quello dedicato al presidente della repubblica ad interim, Adly Mansour, che ha scelto di fare una visita di cortesia, ieri, a papa Tawadros: primo presidente egiziano a fare un gesto del genere dai tempi di Nasser, negli anni Sessanta. Un terzo forte applauso, infine, è stato indirizzato al grande imam della moschea Al-Azhar, Ahmed El-Tayeb, e al presidente dell’assemblea costituente, Amr Moussa: due preziosi alleati dei copti, che hanno partecipato alla stesura della nuova costituzione egiziana (testo che verrà sottoposto a referendum popolare a fine gennaio) inserendovi finalmente principi che potrebbero garantire la convivenza e limitare le discriminazioni religiose.

La comunità copta, esasperata dalle prese di posizioni integraliste del presidente Morsi, nel giugno 2013 aveva appoggiato la sua deposizione da parte del generale Sisi. Per questo era stata violentemente punita dagli attivisti dei Fratelli Musulmani: nel mese di agosto oltre 50 chiese furono prese di mira e incendiate da manifestanti islamisti. Il 20 ottobre scorso, un sanguinoso agguato durante un matrimonio, contro una chiesa del quartiere di al-Warraq, al Cairo, ha lasciato sul terreno 4 morti e 20 feriti. Le forze di sicurezza e il ministero dell’Interno temevano che questa scia di sangue potesse prolungarsi anche in occasione del Natale. Per questo, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, in ogni chiesa del Paese erano state applicate speciali misure di sicurezza: la presenza di ufficiali di polizia, transenne per evitare il parcheggio sul perimetro degli edifici religiosi.

In Egitto, l’atteggiamento dei fondamentalisti nei riguardi dei cristiani è ancora molto pesante: secondo il quotidiano Egypt Independent, prima di Natale Yasser Borhamy, leader salafita egiziano ha dichiarato che fare le congratulazioni ai copti per la loro festa è haram, ovvero è contro la legge islamica, poiché questo implicherebbe il riconoscimento della validità delle feste cristiane.

D’altra parte un altro gruppo religioso, i Fratelli senza violenza (un gruppo dissidente giovanile nato nell’ambito dei Fratelli Musulmani), ha dichiarato che avrebbe fatto comunque gli auguri ai copti per il Natale, assicurando anche che avrebbe anche fatto di tutto per proteggere le chiese da eventuali atti di violenza.

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