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Una pioggia benedetta

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5 dicembre 2013
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Una pioggia benedetta
Jaffa Street, una delle vie centrali di Gerusalemme Ovest, sotto la pioggia il 5 dicembre. (foto Miriam Alster/Flash90)

Le prime piogge invernali del 2013 sono cadute su Gerusalemme e su Amman nella notte tra il 4 e il 5 dicembre. È un sollievo per la popolazione, che temeva di non veder più arrivare la stagione umida. Non c’è tuttavia troppo spazio per l’ottimismo. Secondo i meteorolgi, infatti le piogge si faranno molto rare e le zone più desertiche ne risentiranno.


(Gerusalemme/mmlv) – Le prime piogge invernali del 2013 sono cadute su Gerusalemme e su Amman nella notte tra il 4 e il 5 dicembre. È un sollievo per la popolazione, che temeva di non veder più arrivare la stagione umida.

Ai primi di questo mese il servizio meteo israeliano constatava che il Paese non aveva mai conosciuto un inverno tanto secco da 50 anni a questa parte. Nel corso del mese di novembre le stazioni di rilevamento avevano registrato solo 10 millimetri di precipitazioni. Un valore bassissimo se rapportato alle medie delle zone montuose settentrionali (dagli 80 ai 110 millimetri), della costa (70-85 millimetri), e dei rilievi della regione centrale e delle valli del nord (50-60 millimetri).

Al contrario degli europei, gli abitanti di questa regione temono la siccità e attende con impazienza il primo giorno di pioggia. La temperatura elevata in modo anomalo a fine novembre aveva preoccupato le autorità, e fatto aleggiare una minaccia di siccità su Israele e sui Territori Palestinesi, dove le risorse idriche sono estremamente limitate.

I due rabbini capo d’Israele, Yitzhak Yosef e David Lau, a fine novembre avevano sollecitato una preghiera corale affinché il periodo secco avesse finalmente termine. Tutti gli ebrei erano stati invitati ad aggiungere specifici salmi per chiedere la pioggia a quelli già recitati nelle preghiere quotidiane. Anche il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, aveva scritto a tutti i fedeli della diocesi per invitarli a pregare insieme a questo scopo, in particolare nel corso della prima domenica d’Avvento. Nel farlo aveva citato il profeta Elia che vide esaudita la sua preghiera per la pioggia (cfr. Primo libro dei Re, cap. 18, vv. 41-45). La storia si è ripetuta ancora una volta per i credenti della Terra Santa che negli ultimi giorni hanno elevato al cielo le loro preghiere.

Non c’è tuttavia troppo spazio per l’ottimismo. Secondo i meteorologi, infatti le piogge si faranno molto rare e le zone più desertiche rischiano di risentirne alquanto. Così è per la Giordania, uno dei Paesi più aridi al mondo, le cui risorse idriche, già sfruttate oltre ogni limite, rischiano di estinguersi nel lungo periodo.

Un’altra minaccia climatica correlata alla pioggia preoccupa Israele. Paradossalmente, durante il periodo di siccità, le acqua del lago di Tiberiade sono a un livello particolarmente alto e le piogge rischiano di provocare esondazioni.

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