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Verso un miglior coordinamento degli interventi umanitari cattolici in Siria

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23 ottobre 2013
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Dal 2011 ad oggi le organizzazioni umanitarie cattoliche hanno stanziato 72 milioni di dollari per le ricadute della crisi in Siria e nella regione circostante. Gli organismi cattolici coinvolti sono 32, 55 gli enti realizzatori sul campo, 20 le città e località siriane in cui sono stati distribuiti gli aiuti, dispensati anche ai profughi all'estero.


(Milano/g.s.) – Dal 2011 ad oggi le organizzazioni umanitarie cattoliche hanno stanziato 72 milioni di dollari per le ricadute della crisi in Siria e nella regione circostante. Gli organismi cattolici coinvolti sono 32 (inclusa l’ong della Custodia di Terra Santa, Ats – Pro Terra Sancta), 55 gli enti realizzatori sul campo, 20 le città e località siriane in cui sono stati distribuiti gli aiuti, che sono stati dispensati anche ai profughi siriani presenti in Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Cipro ed Egitto.

I dati, aggiornati al 9 ottobre scorso, sono stati forniti questa mattina in Vaticano dal Pontificio consiglio Cor Unum, dicastero della Curia romana che intraprende iniziative umanitarie, promuove e stimola tra i fedeli concrete espressioni di carità evangelica e coordina gli organismi umanitari cattolici.

Lo stesso Papa Francesco ha stimolato l’azione di Cor Unum verso la popolazione siriana a margine di un incontro di coordinamento svoltosi a Roma il 4-5 giugno scorso. Il Pontefice osservava che «aiutare la popolazione siriana, al di là delle appartenenze etniche e religiose è il modo più diretto per offrire un contributo alla pacificazione e alla edificazione di una società aperta a tutte le diverse componenti».

Ora si pone il problema di coordinare meglio gli interventi sul terreno. Tenuto conto, come riconosce il Pontificio consiglio, che «la difficoltà nel reperimento delle informazioni relativamente alle esigenze della popolazione colpita e anche allo sviluppo della situazione politica e sociale ha portato a una certa sporadicità degli aiuti inviati e alla molteplicità delle forme di sostegno alle istituzioni presenti sul campo».

Nasce così un ufficio di coordinamento che farà capo alla sezione Medio Oriente e Nord Africa di Caritas Internationalis. Un ufficio che avrà sede a Beirut, in Libano, e che «avrà il compito di comprendere e monitorare l’entità degli aiuti raccolti, e di condividere le informazioni necessarie tra tutte le istituzioni coinvolte».

Tra i compiti specifici che Cor Unum individua per questo nuovo ufficio ci sono: fornire alla Chiesa un quadro completo di riferimento relativamente alla situazione dell’attività umanitaria svolta e un’analisi più puntuale dei bisogni sul campo; trasferire a Caritas Siria le informazioni necessarie sulle opere caritatevoli in favore della popolazione siriana; evidenziare la posizione di rilievo della Chiesa cattolica tra gli attori nel settore umanitario in Siria; condividere le informazioni all’interno della rete delle organizzazioni cattoliche coinvolte, dentro e fuori il territorio della Siria.

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