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Siria, allarme per l’emergenza profughi

di Giuseppe Caffulli
3 settembre 2013
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La minaccia di un attacco americano alla Siria mette in agitazione anche gli ambienti delle agenzie umanitarie, che temono di dover far fronte a una nuova, terribile ondata di profughi. «Viviamo già in una situazione complessa, con profonde conseguenze a livello di emergenza umanitaria», ha dichiarato negli scorsi giorni Yacoub El Hillo, funzionario dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur) in Siria. La situazione a cui allude è presto detta: cinque milioni di sfollati interni, due milioni di profughi nei Paesi limitrofi…


La minaccia di un attacco americano alla Siria mette in agitazione anche gli ambienti delle agenzie umanitarie, che temono di dover far fronte a una nuova, terribile ondata di profughi. «Viviamo già in una situazione complessa, con profonde conseguenze a livello di emergenza umanitaria», ha dichiarato negli scorsi giorni Yacoub El Hillo, funzionario dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur) in Siria. La situazione a cui allude è presto detta: cinque milioni di sfollati interni, due milioni di profughi nei Paesi limitrofi… Cosa potrebbe capitare in caso di un attacco militare da parte di potenze straniere? Secondo gli attivisti per i diritti umani, nelle maggiori città siriane regna uno stato di panico. La gente sta facendo incetta di beni di prima necessità. In molti si stanno preparando a lasciare la città, gettandosi verso il confine più vicino.

Gli operatori umanitari già da diversi giorni stanno fronteggiando un’ondata massiccia di profughi e prevedono ovviamente un’accelerazione dei flussi quando malauguratamente dovesse verificarsi il temuto bombardamento Usa. Il Libano offre asilo, ad oggi, ad oltre 700 mila profughi siriani. Ma l’eventualità dei raid aerei americani rischia di aumentare in maniera insostenibile il numero già elevato (anche se il governo libanese ha adottato misure restrittive per l’accoglienza dei rifugiati).

In Giordania, dove sono presenti ormai mezzo milione di profughi siriani, sono migliaia ogni giorno i nuovi rifugiati. Ma in vista di un attacco, l’Acnur si prepara all’accoglienza di almeno altre 100 mila persone, per le quali serve provvedere non solo tende, ma soprattutto acqua, cibo, servizi sociali e sanitari. Con un costo enorme per la comunità internazionale e per i principali Paesi donatori (si parla di 4,4 miliardi di dollari per il 2013).

Un esodo senza precedenti è in corso poi da diversi giorni verso il Kurdistan iracheno: si parla di oltre 50 mila profughi provenienti dalla Siria settentrionale, da Aleppo, Hassake, Afrin. Una situazione quanto mai esplosiva, che rischia di minare i già fragili equilibri nella regione (vedi a questo proposito l’articolo Rifugiati urbani, figli di un Dio minore?). Secondo le statistiche dell’Acnur, a fine agosto erano oltre 150 mila i rifugiati siriani in territorio iracheno. Quanti saranno entro fine anno (soprattutto in caso di attacco americano) nessuno è in grado di dirlo.

(Twitter: @caffulli)

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