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Perché Kushari

di Elisa Ferrero
22 aprile 2013
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Il kushari è un piatto squisitamente egiziano. Mescolando ingredienti apparentemente inconciliabili fra loro, in un amalgama improbabile fatto di pasta, riso, lenticchie, hummus, pomodoro, aglio, cipolla e spezie, pare sfuggire a qualsiasi logica culinaria. Eppure, se preparati da mani esperte, gli ingredienti si fondono armoniosamente in una pietanza deliziosa dal sapore unico nel mondo arabo. Quale miglior metafora per l’Egitto di oggi?


Il kushari è un piatto squisitamente egiziano. Mescolando ingredienti apparentemente inconciliabili fra loro, in un amalgama improbabile fatto di pasta, riso, lenticchie, hummus, pomodoro, aglio, cipolla e spezie, pare sfuggire a qualsiasi logica culinaria. Eppure, se cucinato da mani esperte, abili nel lavorare queste inconciliabilità, gli ingredienti si fondono armoniosamente in una pietanza deliziosa dal sapore unico nel mondo arabo. Nutriente, salutare e poco costoso, il kushari è anche una pietanza socialmente trasversale, ugualmente consumata da poveri e ricchi, venduta ai crocicchi delle strade e servita nei ristoranti eleganti. 

Quale miglior metafora per l’Egitto di oggi? Un Egitto in rivoluzione che tenta di fondere mille anime, antiche e recenti, in una nuova identità, che alcuni vorrebbero monolitica e altri multicolore. Mille anime che potrebbero idealmente unirsi, come gli ingredienti del kushari, per dar vita a un sapore unico e squisito, o che potrebbero annientarsi fra acute discordanze. L’Egitto faraonico, greco-romano, cristiano, musulmano, arabo, mediterraneo, africano. L’Egitto laboratorio politico, culturale e artistico del mondo arabo. L’Egitto della religiosità popolare e della teologia raffinata. L’Egitto della convivenza, ma anche quello dei fanatismi, delle reciproche discriminazioni, delle censure sociali, degli autoritarismi. L’Egitto ricco e povero, rurale e urbano, acculturato e analfabeta, devoto e irriverente, tradizionalista e pionieristico, onesto e corrotto, tecnologico e privo delle infrastrutture indispensabili alla vita, che lotta strenuamente per i diritti umani e che li viola brutalmente.

Un Egitto in cammino che è impossibile cogliere da una sola angolatura. È questo l’Egitto che si tenterà di raccontare in questo blog.

Cura il blog Elisa Ferrero. Traduttrice dall’arabo ed esperta di questioni egiziane, è autrice del libro Cristiani e musulmani, una sola mano (Emi, 2012).

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