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Aleppo insanguinata, una testimonianza dai francescani in Siria

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4 Aprile 2013
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Aleppo insanguinata, una testimonianza dai francescani in Siria
Gli esiti dei bombardamenti su alcuni edifici di Aleppo.

Secondo le stime di alcune organizzazioni umanitarie il marzo appena trascorso sarebbe stato il mese più luttuoso per la Siria dall’inizio del conflitto: si parla di almeno 6 mila morti. Dalla città di Aleppo ci giunge intanto la testimonianza dei francescani che confermano: nei giorni scorsi i combattimenti hanno prodotto nuovi sfollati.


(Milano/g.s.) – Secondo le stime di alcune organizzazioni umanitarie il marzo appena trascorso sarebbe stato il mese più luttuoso per la Siria dall’inizio del conflitto che incendia il Paese da ormai due anni: si parla di almeno 6 mila morti. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani avrebbero perso la vita 1.486 insorti, 1.464 soldati e 2.080 civili inermi, tra cui 300 bambini e quasi 300 donne. Cifre a cui si aggiungono altre vittime non identificate: 387 civili e 588 insorti.

Intanto dalla città di Aleppo ci giunge la testimonianza dei frati della Custodia di Terra Santa. I religiosi confermano le notizie riportate dai media internazionali nei giorni scorsi sugli abitanti di alcuni quartieri cittadini costretti a fuggire dalle proprie abitazioni per sottrarsi alla furia dei combattimenti tra ribelli e forze governative.

«Ad Aleppo – raccontano i frati – il vescovo e le nostre due fraternità hanno potuto celebrare tutte le funzioni della Settimana Santa, inclusa la veglia pasquale, con un grande afflusso di fedeli. Ma è stata una vera settimana di Passione per la comunità cristiana della città: il 29 marzo, Venerdì Santo, i ribelli hanno preso il quartiere confinante con i nostri cimiteri cristiani, mettendolo a ferro e fuoco. Gli abitanti hanno dovuto fuggire precipitosamente, con solo i vestiti che avevano addosso. Tra questi sfollati anche le 350 famiglie cristiane del quartiere. Anche la popolazione di altri due quartieri a maggioranza cristiana ha dovuto abbandonare le proprie case perché esposte a mortai, razzi e cecchini… Il mattino del Sabato Santo il guardiano del nostro cimitero latino, che era rimasto sul posto, è stato ucciso da un cecchino. L’hanno seppellito lì per lì, senza nemmeno la benedizione di sacerdote. Ora i cimiteri sono irraggiungibili, così 4 morti sono stati sepolti sotto le chiese e un bambina nel giardino di un convento di suore. Per il momento il governatore ci ha messo a disposizione un pezzo di terreno per seppellire i nostri morti».

«Dal Sabato Santo – proseguono i francescani – siamo senza corrente elettrica e usiamo il generatore solo per poche ore al giorno. C’è poca acqua, i telefoni e i collegamenti a Internet funzionano a singhiozzo. Noi frati stiamo bene e cerchiamo di fare del nostro meglio per essere un segno di speranza tra la gente impaurita e che vuole fuggire».

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