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Divisi sul bus

Terrasanta.net
5 marzo 2013
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Divisi sul bus
Un autobus della compagnia Afikim in una piazzola di sosta.

In Cisgiordania monta la protesta contro la creazione da parte di una compagnia israeliana di due nuove linee di autobus per «soli passeggeri palestinesi». Iniziativa che a molti, anche dentro Israele, è parsa un atto di segregazione. Le nuove corse della Afikim hanno iniziato il loro servizio domenica mattina.


(Milano/c.g.) – In Cisgiordania monta la protesta contro la creazione da parte di una compagnia israeliana di due nuove linee di autobus per «soli passeggeri palestinesi». Iniziativa che a molti, anche dentro Israele, è parsa un atto di segregazione.

Le nuove corse della Afikim hanno iniziato il loro servizio domenica mattina; lunedì notte nella cittadina palestinese di Kfar Qassem (a due passi dal check point di Eyal, che separa Israele e Territori Palestinesi) un incendio ha divorato due autobus della compagnia di trasporti. Non ci sono prove che il rogo sia stato di origine dolosa. Tuttavia la società Afikim opera sulle due nuove linee volute dal ministero dei Trasporti israeliano e il check point di Ayal è proprio il capolinea scelto per gli autobus. Anche per questo, in via precauzionale, la Afikim ha ordinato ai suoi autisti di non far sostare i propri mezzi in città arabe.

Era stato il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, alcuni giorni fa, a dare la notizia che il ministero dei Trasporti israeliano aveva annunciato l’istituzione di due linee adibite al trasporto esclusivo di lavoratori palestinesi dai Territori Occupati in Cisgiordania verso Israele. Secondo il ministero la scelta era finalizzata ad alleggerire l’affollamento degli autobus di linea già utilizzati da ebrei e palestinesi. Sulla carta sembrava trattarsi dunque di un semplice «potenziamento» del servizio; tuttavia, molti autisti di autobus intervistati da Yedioth Ahronoth hanno dichiarato che – pur non potendo obbligare nessuno a scendere dall’autobus – avevano avuto istruzioni di chiedere comunque di scendere a tutti i viaggiatori palestinesi che eventualmente fossero saliti sulle vecchie linee «miste», indirizzandoli alle nuove linee; e che, per evitare tensioni, la selezione dei passeggeri sarebbe comunque stata fatta all’entrata degli autobus.

Nonostante ufficialmente il ministero sostenga che le nuove linee istituite siano «ordinarie», Yedioth Ahronoth ha anche scoperto che la diffusione della notizia dei nuovi bus sarebbe stata fatta solo attraverso volantini in lingua araba, appesi solo nei villaggi palestinesi toccati dagli autobus. I volantini suggerivano ai palestinesi di recarsi al check point di Eyal (vicino alla città palestinese di Qalqilya) per prendere gli autobus in questione.

Dagli uffici ministeriali israeliani difendono il progetto dicendo che si tratta della risposta più efficace alle lamentele per il sovraffollamento degli autobus fino ad oggi in servizio, sui quali si verificavano tensioni tra passeggeri ebrei e arabi. Una fonte del ministero riferisce che alcuni passeggeri avrebbero temuto per la propria sicurezza; altri denunciavano il fatto che, proprio per l’affollamento dei mezzi, spesso gli autisti saltavano alcune fermate lasciando a terra i passeggeri in attesa. Inoltre, il fatto che le attuali corse non fossero sufficienti a far fronte alla domanda, avrebbe generato la nascita di servizi non ufficiali di pullman che offrivano il servizio prezzi esorbitanti. Infine, sempre stando al ministero dei Trasporti israeliano l’istituzione delle nuove linee sarebbe stata fatta in completo accordo con le autorità palestinesi.

Sia come sia, lo scontento resta palpabile: lunedì mattina una rissa è esplosa presso il capolinea di Eyal, dopo che numerosi palestinesi non sono riusciti a salire sugli autobus della Afikim per recarsi al lavoro. Altri si sono lamentati del fatto che il nuovo capolinea è scomodo da raggiungere e lontano dalle abitazioni di molti lavoratori; i nuovi autobus, oltretutto, costituiscano ora l’unica scomoda possibilità di ingresso in Israele.

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