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Israele 2012, turismo ancora in crescita

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5 febbraio 2013
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Israele 2012, turismo ancora in crescita
Giovani stranieri in visita a Gerusalemme. (foto Miriam Alster/Flash90)

Sono stati diffusi nei giorni scorsi i dati sul turismo in Israele nel 2012: gli arrivi registrati sono stati complessivamente 3,5 milioni, in aumento del 4 per cento rispetto al 2011. Un tasso di incremento che è in linea con le rilevazioni su scala planetaria, ma in controtendenza con l'andamento del settore in Medio Oriente.


(Milano/g.s.) – È ormai consuetudine che nelle prime settimane di ogni nuovo anno il ministero del Turismo israeliano pubblichi i dati relativi ai flussi turistici dell’annata precedente. Pochi giorni fa sono state diffuse le cifre relative al 2012, dalle quali risulta che gli arrivi registrati sono stati complessivamente 3,5 milioni, in aumento del 4 per cento rispetto al 2011. Il dato è sicuramente positivo se si considerano la crisi finanziaria che attanaglia molti Paesi e le turbolenze politiche e sociali in corso nel Medio Oriente.

Escludendo le visite di un solo giorno, gli ingressi sono stati 2,9 milioni (con un incremento rispetto all’anno precedente del 2 per cento). Le autorità competenti si dichiarano soddisfatte, anche se ammettono una flessione negli arrivi nell’ultimo periodo dell’anno, in concomitanza con il più recente intervento militare israeliano sulla Striscia di Gaza (l’operazione «Pilastro di Difesa»).

Considerando l’origine dei flussi turistici, gli Stati Uniti – terra in cui vive la più consistente comunità ebraica della diaspora – sono al primo posto con circa 610 mila visitatori, pari al 18 per cento di tutto il turismo verso Israele (con un calo del 4 per cento rispetto all’anno precedente). Il secondo posto in classifica spetta ai turisti dalla Russia: 590 mila, il 20 per cento in più del 2011.

Hanno utilizzato l’aereo 2,5 milioni di persone (il 70 per cento). Circa 406 mila (il 12 per cento) hanno invece varcato le frontiere terrestri (il 6 per cento in più rispetto al 2011). I visitatori per un solo giorno sono stati 625.000 (18 per cento), con un incremento del 15 per cento: tra questi 235 mila sono sbarcati dalle navi da crociera per le consuete escursioni a terra. Il dato è di poco inferiore a quello del 2011.

I ricavi dal turismo in entrata nel 2012 (compreso il reddito delle compagnie aeree israeliane dal turismo in uscita) ammonta a circa 4,6 miliardi di dollari (o 17,8 miliardi di shekel, con un incremento dell’8 per cento, dovuto in gran parte all’aumento del tasso del dollaro). Le entrate provenienti dal turismo interno nel 2012 ammontano a circa 10,3 miliardi di shekel (il 3 per cento in più rispetto al 2011), e altri 8 miliardi di shekel dei ricavi dal turismo in uscita – simile al 2011. Il totale dei ricavi legati al turismo nel 2012 è stato stimato in circa 36 miliardi di dollari, il 4 per cento in più rispetto al 2011.

Circa 16,5 milioni (+ 3 per cento) sono stati i pernottamenti registrati grazie ai soli cittadini israeliani nel 2012 nei vari tipi di alloggi (alberghi, ostelli, agriturismi).

I dati israeliani confermano quella che è la tendenza globale secondo il Barometro del turismo mondiale (uno strumento dell’Organizzazione mondiale del turismo). Il misuratore nel 2012 ha segnato un incremento annuo del 4 per cento, con un miliardo e 35 milioni di viaggiatori internazionali (nel 2011 furono 996 milioni). Ne hanno beneficiato soprattutto le macroregioni dell’Asia e del Pacifico (7 per cento di incremento). In Medio Oriente Israele rappresenta un’eccezione, dal momento che gli arrivi nell’area hanno subito una flessione del 5 per cento rispetto al 2011, anno che già aveva fatto registrare un decremento parti al 7 per cento in rapporto al 2010.

 

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