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Il Papa chiude il Sinodo incoraggiando i cristiani del Medio Oriente

Terrasanta.net
24 ottobre 2010
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Il Papa chiude il Sinodo incoraggiando i cristiani del Medio Oriente
Benedetto XVI mentre pronuncia la sua omelia questa mattina in San Pietro.

Questa mattina nella basilica di San Pietro in Vaticano, una Messa solenne a cui hanno partecipato tutti i padri sinodali e che è stata presieduta dal Papa, ha posto il suggello sull’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente. Nell'omelia il Papa ha reso grazie per l'esperienza di comunione vissuta e riproposto alcuni dei temi emersi nel corso dei lavori.


(Milano/g.s.) – Questa mattina nella basilica di San Pietro in Vaticano, una Messa solenne a cui hanno partecipato tutti i padri sinodali e che è stata presieduta dal Papa, ha posto il suggello sull’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, apertasi il 10 ottobre scorso.

Nella sua omelia Benedetto XVI ha detto fra l’altro: «La Parola di Dio oggi ci offre anche una luce di speranza consolante, là dove presenta la preghiera, personificata, che “non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità” (Sir 35,21-22). Anche questo legame tra preghiera e giustizia ci fa pensare a tante situazioni nel mondo, in particolare nel Medio Oriente. Il grido del povero e dell’oppresso trova un’eco immediata in Dio, che vuole intervenire per aprire una via di uscita, per restituire un futuro di libertà, un orizzonte di speranza».

Durante i lavori sinodali appena conclusi, ha osservato il Papa, «abbiamo vissuto l’unità della Chiesa nella varietà delle Chiese presenti in quella Regione. Guidati dallo Spirito Santo, siamo diventati “un cuore solo e un’anima sola” nella fede, nella speranza e nella carità, soprattutto durante le celebrazioni eucaristiche, fonte e culmine della comunione ecclesiale, come pure nella Liturgia delle Ore, celebrata ogni mattina in uno dei sette riti cattolici del Medio Oriente. Abbiamo così valorizzato la ricchezza liturgica, spirituale e teologica delle Chiese Orientali Cattoliche, oltre che della Chiesa Latina. Si è trattato di uno scambio di doni preziosi, di cui hanno beneficiato tutti i Padri sinodali. È auspicabile che tale esperienza positiva si ripeta anche nelle rispettive comunità del Medio Oriente, favorendo la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche degli altri Riti cattolici e quindi ad aprirsi alle dimensioni della Chiesa universale».

Incoraggiando il «piccolo gregge» dei cristiani nel Medio Oriente, Ratzinger ha ammonito che «da un cuore purificato, in pace con Dio e con il prossimo, possono nascere propositi ed iniziative di pace a livello locale, nazionale ed internazionale. In tale opera, alla cui realizzazione è chiamata tutta la comunità internazionale, i cristiani, cittadini a pieno titolo, possono e debbono dare il loro contributo con lo spirito delle beatitudini, diventando costruttori di pace ed apostoli di riconciliazione a beneficio di tutta la società».

Poi un nuovo vibrante appello per la pace: «Da troppo tempo nel Medio Oriente perdurano i conflitti, le guerre, la violenza, il terrorismo. La pace, che è dono di Dio, è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali ed internazionali, in particolare degli Stati più coinvolti nella ricerca della soluzione dei conflitti. Non bisogna mai rassegnarsi alla mancanza della pace. La pace è possibile. La pace è urgente. La pace è la condizione indispensabile per una vita degna della persona umana e della società. La pace è anche il miglior rimedio per evitare l’emigrazione dal Medio Oriente. “Chiedete pace per Gerusalemme” – ci dice il Salmo (122,6). Preghiamo per la pace in Terra Santa. Preghiamo per la pace nel Medio Oriente, impegnandoci affinché tale dono di Dio offerto agli uomini di buona volontà si diffonda nel mondo intero».

Benedetto XVI ha rimarcato un altro dei temi caldi discussi nel corso del Sinodo, menzionando il «contributo che i cristiani possono apportare alla società è la promozione di un’autentica libertà religiosa e di coscienza, uno dei diritti fondamentali della persona umana che ogni Stato dovrebbe sempre rispettare. In numerosi Paesi del Medio Oriente esiste la libertà di culto, mentre lo spazio della libertà religiosa non poche volte è assai limitato. Allargare questo spazio di libertà diventa un’esigenza per garantire a tutti gli appartenenti alle varie comunità religiose la vera libertà di vivere e professare la propria fede. Tale argomento potrebbe diventare oggetto di dialogo tra i cristiani e i musulmani, dialogo la cui urgenza ed utilità è stata ribadita dai Padri sinodali».

Infine il Papa ha annunciato il tema della prossima sessione ordinaria del Sinodo dei vescovi, prevista per il 2012. Si rifletterà sulla nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.

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