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A Roma la terza giornata per i volontari di Terra Santa

Terrasanta.net
12 ottobre 2010
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S'è svolta a Roma sabato 9 ottobre la Terza giornata delle associazioni impegnate per la Terra Santa. Il tema di quest'anno - Un cuor solo e un’anima sola. Il volontariato al servizio delle Chiese del Medio Oriente - si ricollegava idealmente a quello del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente che si sarebbe aperto il giorno dopo in Vaticano. Alla giornata ha preso parte un’ottantina di volontari in rappresentanza di oltre 15 associazioni.


(Roma/g.c.) – «Veniamo da esperienze ecclesiali diverse e da varie parti d’Italia. Ma siamo accomunati dall’unica passione per la Terra Santa. “Essere un cuor solo e un’anima sola”, come ci esorta il Sinodo dei vescovi che si apre a Roma, significa anche imparare a condividere le nostre esperienze per poter svolgere un servizio sempre più utile ed efficace alla Chiesa della Terra Santa». Con queste parole, pronunciate durante l’omelia della Messa, fra Pierbattista Pizzaballa ha salutato i volontari delle associazioni impegnate per la Terra Santa al termine della giornata a loro dedicata, svoltasi sabato 9 ottobre scorso presso l’Auditorium dell’Università Antonianum di Roma.

La terza edizione dell’incontro, intitolata Un cuor solo e un’anima sola. Il volontariato al servizio delle Chiese del Medio Oriente, ha radunato un’ottantina di volontari in rappresentanza di oltre 15 associazioni, dal Veneto alla Puglia. La mattinata è iniziata con una relazione del padre Custode sui temi del Sinodo dei vescovi (che si è aperto il giorno seguente in Vaticano). Fra Pizzaballa ha voluto porre l’accento sulle ricchezze della Terra Santa, più che sui suoi problemi. E sulla necessità che ai cristiani locali, invece di perpetuare forme di assistenzialismo alla fine dannose, vengano invece offerte occasioni di solidarietà che li facciano sentire responsabili e protagonisti.

A seguire, Enrico Tafi, volontario di Ats Pro Terra Sancta (l’ong della Custodia), ha illustrato il progetto di salvaguardia e ristrutturazione delle case per le famiglie cristiane nel centro storico di Gerusalemme. «Si tratta – ha detto – di un progetto che mira a offrire, specie alle giovani famiglie, un motivo per restare nella loro terra. Ma anche per creare posti di lavoro in un momento economico non facile».

Dopo il pranzo comunitario, il pomeriggio è iniziato con la testimonianza di Charlie Abou Saada, cattolico melchita, direttore del Jothourbeth Youth Forum di Betlemme. Oltre ad uno sguardo «purtroppo pessimista» sulla situazione politica della Terra Santa, con le difficoltà legate all’occupazione militare da parte d’Israele dei Territori palestinesi, Abou Saada si è soffermato sulle problematiche legate all’educazione dei giovani, e all’esigenza di utilizzare i nuovi linguaggi della comunicazione (radio, riviste, internet, tivù) per entrare in dialogo con loro.

Come anche nelle precedenti edizioni della Giornata, largo spazio è stato dedicato alle comunicazioni e alla presentazione dei progetti: dai potatori d’ulivi al Nebo ai volontari impegnati nella clownterapia negli ospedali per bambini a Betlemme, da progetti finalizzati al sostegno dalla musica cristiana araba a quelli particolarmente dedicati al mondo della scuola e dell’infanzia.

In serata l’arrivederci, con l’impegno a ritrovarsi tra un anno per rendere ancora più fecondo il rapporto tra le associazioni pro Terra Santa e i francescani della Custodia.

L’indomani, una trentina di volontari giunti a Roma per la Giornata ha preso parte, nella basilica di San Pietro, alla solenne Messa papale di inaugurazione del Sinodo per il Medio Oriente.

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