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Cattolici di Terra Santa col Papa nella sinagoga di Roma

17/01/2010  |  Milano
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Cattolici di Terra Santa col Papa nella sinagoga di Roma

Questo pomeriggio accompagnerà il Papa in visita alla sinagoga di Roma un seguito di ecclesiastici di cui fanno parte anche alcuni rappresentanti delle comunità cattoliche di Terra Santa. Abbiamo chiesto al Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, quali ripercussioni l'evento di oggi avrà nella vita della minoranza cristiana in Israele e come guardare alle divergenze clamorosamente emerse nei giorni scorsi tra gli ebrei italiani sullo stato delle loro relazioni con i cattolici e la Santa Sede.


Il Papa non andrà da solo. Questo pomeriggio lo accompagnerà alla sinagoga di Roma un seguito di ecclesiastici di cui fanno parte anche alcuni rappresentanti delle comunità cattoliche di Terra Santa.

La visita di Benedetto XVI coincide con il primo di quattro giorni di lavori del comitato misto delle delegazioni della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo e del Gran Rabbinato d’Israele per i rapporti con la Chiesa cattolica. Tra i membri di parte cattolica vi sono gli arcivescovi Antonio Franco, nunzio apostolico in Israele, ed Elias Chacour, vescovo melchita di Akko, l’ausiliare per Israele del patriarca latino di Gerusalemme, mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, e il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa. Anche il patriarca latino Fouad Twal, che pure non è membro della commissione, è stato invitato a far parte del seguito del Papa.

È giusto che i cattolici di Terra Santa siano presenti a questa nuova tappa del dialogo tra cattolici ed ebrei, spiega fra Pizzaballa a Terrasanta.net, perché non si può dialogare con gli ebrei senza tener conto di Israele. Nel breve termine, continua il francescano, la visita di oggi alla sinagoga romana non dovrebbe produrre particolari mutamenti per la vita della minoranza cristiana nello Stato ebraico, ma certamente non potrà che contribuire positivamente ai buoni rapporti.

Nei giorni scorsi sono emerse pubblicamente posizioni divergenti tra gli ebrei italiani circa i rapporti con il cattolicesimo sotto il pontificato di Benedetto XVI. A chi li considera «stretti e felici» – anche in virtù dei passi avanti compiuti su impulso di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II – si contrappone chi ritiene che oggi il «rapporto sia sempre più debole». Fra Pizzaballa guarda con serenità a questo dibattito e osserva: «Sono due anime co-presenti in seno all’ebraismo e la visita di oggi le rende evidenti. Non va dimenticato che gli ebrei non hanno un’autorità centrale, a differenza dei cattolici. Credo sia importante rimarcare che la maggioranza resta comunque favorevole al dialogo».

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