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Rilevamenti antisismici alla basilica del Santo Sepolcro

13/05/2009  |  Gerusalemme
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Rilevamenti antisismici alla basilica del Santo Sepolcro
La facciata della basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. (foto S. Lee)

Venerdì mattina, 15 maggio, poco prima di lasciare la Terra Santa alla volta di Roma, Benedetto XVI varcherà come pellegrino la soglia della basilica del Santo Sepolcro. L'antico edificio sacro è come un condominio in cui interagiscono diverse comunità religiose (la cattolica di rito latino, rappresentata dai Frati minori, e le ortodosse). La convivenza non è sempre priva di tensioni e i grandi media sono puntuali nel riportarle. Ma non mancano i casi di positiva collaborazione. come l'attenta indagine tecnica condotta da ricercatori dell'Università di Firenze sulla possibilità che la basilica possa reggere a un terremoto. Ce ne parla un giovane archeologo della Custodia di Terra Santa, padre Carmelo Pappalardo.


Venerdì mattina, 15 maggio, poco prima di lasciare la Terra Santa alla volta di Roma, Benedetto XVI varcherà come pellegrino la soglia della basilica del Santo Sepolcro (o della Risurrezione, come la chiamano i cristiani d’Oriente). L’antico edificio sacro è come un condominio in cui interagiscono diverse comunità religiose (la cattolica di rito latino, rappresentata dai frati minori, e le ortodosse). La convivenza non è sempre priva di tensioni e i grandi media sono puntuali nel riportarle.
Un po’ meno attenti, invece, a riferire i casi di positiva collaborazione. Vogliamo citarne uno, degno di rilievo, in corso da alcuni anni: un’attenta indagine tecnica, condotta da ricercatori dell’Università di Firenze, sulla possibilità che la basilica possa reggere a un terremoto. Ce ne parla uno degli archeologi della Custodia di Terra Santa, padre Carmelo Pappalardo.
 

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Di tanto in tanto i giornali riportano notizie di discordie e scaramucce capitate tra le diverse comunità cristiane che vivono e pregano nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. La cosa solleva giustamente scalpore e indignazione. Va quindi salutata con grande piacere l’iniziativa che vede coinvolte concordemente assieme le comunità del Sepolcro in un progetto di rilievo metrico integrato e di analisi strutturale complessiva della basilica compiuti con i mezzi che la tecnologia moderna mette a disposizione in funzione di una accurata valutazione della vulnerabilità sismica dell’edificio. Il progetto di ricerca è stato affidato al Centro di Ateneo per i Beni Culturali (Cabec) dell’Università degli Studi di Firenze, diretto dal prof. Piergiorgio Malesani, e nei primi mesi del 2009 è giunto al termine della sua fase investigativa e di acquisizione dati, con due distinte relazioni preliminari alle quali queste righe fanno riferimento.

Lo scopo iniziale del progetto prevedeva l’analisi strutturale delle murature per valutare la vulnerabilità sismica dell’edificio. Per fare ciò si è tuttavia reso necessario effettuare un rilievo metrico integrato, al fine di costruire un modello tridimensionale di punti, per trarre piante e sezioni di cui avvalersi per l’analisi del rischio sismico. Procedendo con l’acquisizione dei dati ci si è resi conto delle potenzialità intrinseche del rilievo metrico, al punto che questo è divenuto un progetto parallelo e non semplicemente funzionale al primo.

Le campagne di lavoro svolte negli anni 2007 e 2008 e ultimate nei primi mesi del 2009 hanno visto impegnati i ricercatori dell’Università di Firenze, sotto la direzione del prof. Malesani e del responsabile scientifico del rilievo metrico, la prof.ssa Grazia Tucci. La cooperazione delle varie comunità presenti all’interno del Santo Sepolcro (in modo particolare le principali: il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, la Custodia francescana di Terra Santa, il Patriarcato armeno di Gerusalemme) ha fatto sì che lo studio andasse a buon fine. Al sollecito interessamento dei Cavalieri del Santo Sepolcro si deve in larga parte la copertura finanziaria del progetto.

Progetto per altro fortemente voluto e sostenuto dal compianto padre Michele Piccirillo (scomparso nell’ottobre 2008 – ndr) ed ora coordinato, per parte della Custodia di Terra Santa, dal sottoscritto padre Carmelo Pappalardo, sotto l’aspetto scientifico, e da padre Athanasius Macora per quanto riguarda le questioni logistiche, di Status quo e di relazione con le altre comunità.

Nella creazione di un modello strutturale, su cui si è verificata la risposta degli elementi portanti alle sollecitazioni di un evento sismico, si è tenuto conto anche degli aspetti assolutamente peculiari del monumento in questione: la basilica del Santo Sepolcro, che ha subito notevoli trasformazioni e rimaneggiamenti nel corso dei secoli, è inserita nel contesto urbano della vecchia Gerusalemme ed è stata interessata da una serie di interventi di consolidamento in particolare dopo il sisma del 1927.

Per affrontare il problema si è partiti da uno studio conoscitivo della struttura, dal punto di vista storico-archeologico, architettonico e geofisico; si è poi proceduto alla modellazione e all’analisi strutturale mediante criteri d’indagine e modelli appropriati per arrivare, infine, a un giudizio di vulnerabilità sismica.

Benché non ancora sviluppati nella loro forma definitiva, i risultati dell’analisi portano a concludere che la quasi totalità delle strutture della basilica «soddisfano i valori di accelerazione sostenibile e che solo alcune parti limitate registrano valori leggermente inferiori, non tali da destare preoccupazioni immediate relative alla sicurezza dei luoghi. In questi casi, peraltro, sono facilmente ipotizzabili interventi localizzati, che potrebbero agevolmente condurre anche queste parti al soddisfacimento dei requisiti richiesti».

Nel condurre il rilievo metrico integrato con l’impiego delle più moderne tecniche di rilievo a scansione digitale si è potuta realizzare in un tempo relativamente breve una preziosa banca dati, un modello tridimensionale dell’edificio, consultabile ed estrapolabile in modo da creare molteplici possibilità di fruizione.

L’acquisizione dei dati è partita dalla Rotonda dell’Anastasis per poi arrivare alle strutture esterne e ai tetti, fino a documentare la relazione dell’edificio con il banco di roccia su cui si fonda, affiorante in più parti. Con quanto ottenuto da una serie di circa duecento scansioni fatte con scanner laser sono stati raccolti in un modello unico che permette, tra l’altro, di valutare in maniera corretta le relazioni tra i vari spazi e di realizzare piante e sezioni in qualsiasi parte e livello del complesso edificio.

Il rilievo così realizzato dall’équipe dell’Università di Firenze si presenta come un modello tridimensionale «che descrive nella maniera più dettagliata oggi possibile la consistenza attuale del Santo Sepolcro».

In tempi brevi il prof. Malesani e i suoi collaboratori del Cabec presenteranno alle comunità del Santo Sepolcro i risultati definitivi delle ricerche, che si auspica saranno in seguito pubblicati in maniera esaustiva.

È importante sottolineare ancora una volta come tutto questo lavoro sia stato reso possibile grazie alla «disponibilità, la fiducia e la cooperazione di tutte le Comunità religiose della chiesa del Santo Sepolcro», che hanno dato anche la possibilità di entrare in luoghi difficilmente accessibili e di poter lavorare anche durante le ore di chiusura, e questo nonostante le difficoltà imposte dallo Status quo e dall’intensa frequentazione a cui è sottoposto il Luogo Sacro.

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