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Il Papa: «Mi preparo a visitare Israele»

12/02/2009  |  Città del Vaticano
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Il Papa: «Mi preparo a visitare Israele»

Questa mattina, per la prima volta, anche Benedetto XVI ha menzionato il suo imminente viaggio in Terra Santa. L'accenno è avvenuto nel corso di un'udienza che il Papa ha concesso a una delegazione di ebrei nordamericani. Ratzinger non ha parlato di date, ma, secondo indiscrezioni di stampa mai confermate né smentite, il viaggio dovrebbe svolgersi nella prima metà del prossimo maggio, salvo che intervengano gravi ragioni a consigliare uno slittamento in avanti nel tempo. Nel suo discorso di questa mattina il Papa ha anche rigettato ogni riduzionismo o negazionismo dell'Olocausto.


(g.s.) – Questa mattina, per la prima volta, anche Benedetto XVI ha menzionato il suo imminente viaggio in Terra Santa. L’accenno è avvenuto nel corso di un’udienza che il Papa ha concesso a una delegazione di ebrei nordamericani. Ratzinger non ha parlato di date, ma secondo indiscrezioni di stampa mai confermate né smentite, il viaggio – annunciato a Natale anche dal patriarca latino di Gerusalemme mons. Fouad Twal – dovrebbe svolgersi nella prima metà del prossimo maggio – dall’8 al 15 – salvo che intervengano gravi ragioni a consigliare uno slittamento in avanti nel tempo. Una di queste ragioni potrebbe essere la ripresa dei combattimenti nella Striscia di Gaza.

La commissione vaticana incaricata di preparare la visita insieme con la Chiesa locale e i rappresentati dei governi di Israele, Giordania e Autorità Palestinese è al lavoro da mesi e non si è fermata neppure di fronte alle tensioni delle ultime settimane tra ebraismo e Santa Sede, per le posizioni negazioniste del vescovo Richard Williamson, un prelato lefebvriano inglese recentemente riammesso – con altri tre presuli – nella comunione della Chiesa cattolica per volontà del Papa.

Proprio alla luce di queste polemiche vanno lette alcune parole pronunciate stamattina nella stessa udienza da Benedetto XVI: «L’odio e l’oltraggio verso uomini, donne e bambini manifestatosi nella Shoah è stato un crimine contro Dio e contro l’umanità. Ciò dev’essere ben chiaro a tutti, specialmente a coloro che poggiano sulla tradizione delle Sacre Scritture, secondo le quali ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26-27). È fuori questione che ogni negazione o tentativo di minimizzare questo terribile crimine è intollerabile e del tutto inaccettabile (…) Questo terribile capitolo della nostra Storia non deve mai essere dimenticato. Il ricordo – è stato detto giustamente – è memoria futuri, un ammonimento per il futuro, e un appello a lottare per la riconciliazione. Ricordare è fare tutto quanto è in nostro potere per prevenire il ripetersi di una simile catastrofe in seno alla famiglia umana, costruendo ponti di amicizia duratura. È mia fervente preghiera che la memoria di questo spaventoso crimine rafforzi la nostra determinazione a guarire le ferite che per troppo lungo tempo hanno macchiato le relazionie tra cristiani ed ebrei».

Il 9 febbraio sul quotidiano Il Giornale, il vaticanista Andrea Tornielli ha scritto che il prossimo viaggio papale dovrebbe ricalcare le orme del pellegrinaggio di Giovanni Paolo II nel 2000. Secondo il giornalista, il Papa da Roma raggiungerà la capitale giordana Amman, dove visiterà una moschea e celebrerà una Messa, prima di recarsi al Memoriale di Mosé sul Monte Nebo. Ratzinger dovrebbe giungere a Tel Aviv l’11 maggio e dedicarsi a una serie di visite a luoghi significativi per l’ebraismo e ad incontri con le autorità religiose e politiche di Israele. Il 13, sempre secondo Tornielli, il Pontefice si dedicherà soprattutto ai contatti con il popolo palestinese, incontrando i vertici dell’Autorità Palestinese a Betlemme e visitando un campo profughi. Momenti cruciali delle ultime due giornate dovrebbero essere la tappa in Galilea e il pellegrinaggio alla basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.

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