Terrasanta.net | Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Troppa politica, poco dialogo per strada

18/11/2008  |  Nicosia
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Troppa politica, poco dialogo per strada
Il tavolo dei relatori al panel su israeliani e palestinesi in dialogo, svoltosi ieri pomeriggio a Nicosia, Cipro, nell'ambito del 22.mo incontro Uomini e religioni. (foto Sant'Egidio)

Poca retorica e un po' più di frustrazione e pessimismo. Non è il tempo dei grandi proclami e di belle parole, quando si parla di conflitto tra israeliani e palestinesi, perché il futuro prossimo è di quelli delicatissimi, segnato da scadenze politiche ed elettorali determinanti. Lo sapevano bene, ieri pomeriggio, tutti i partecipanti al panel su «Israeliani e palestinesi in dialogo per la pace», riuniti dalla Comunità di Sant'Egidio alla 22ma edizione dell'incontro Uomini e Religioni in corso a Nicosia, capitale di Cipro.


È come se si fossero messi tutti d’accordo. Poca retorica, e un po’ più di frustrazione e pessimismo. Non è il tempo dei grandi proclami e di belle parole, quando si parla di conflitto tra israeliani e palestinesi, perché il futuro prossimo è di quelli delicatissimi, segnato da scadenze politiche ed elettorali determinanti. Lo sapevano bene, ieri pomeriggio, tutti i partecipanti al panel su «Israeliani e palestinesi in dialogo per la pace», riuniti dalla Comunità di Sant’Egidio alla 22ma edizione dell’incontro Uomini e Religioni in corso a Nicosia, capitale di Cipro.

E lo sapeva bene Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera, ma soprattutto uomo che il Medio Oriente lo frequenta assiduamente da decenni, che ha incalzato i suoi ospiti con le questioni più importanti. Come, ad esempio, la scadenza elettorale in Israele, prevista per il prossimo febbraio. Meir Sheetrit, ministro degli interni di Tel Aviv, è stato subito chiaro: il partito centrista Kadima, di cui è membro, non ha molte chance di vincere. I sondaggi, per ora, parlano di una possibile vittoria di Bibi Netanyahu, leader del Likud, alleato con la destra religiosa. «Se vincesse Netanyahu, e se ci chiedesse di entrare in una coalizione, dovremmo valutare la proposta. Secondo me, comunque, non dovremmo entrare in un governo che non abbia nel suo programma la pace con i palestinesi», ha detto Sheetrit.

Le scadenze elettorali non riguardano solo Israele. Per i palestinesi, però, è la stessa definizione della data a rendere ancor più profonda la frattura tra Fatah e Hamas. Il viceministro per gli Affari religiosi, Salah Zuheika, è stato tanto chiaro quanto duro: «Le elezioni legislative e presidenziali si terranno nello stesso momento, come prevede la legge», ha detto, mostrando che Fatah e l’Anp a Ramallah non hanno alcuna intenzione di raggiungere un compromesso con Hamas, che considera Abu Mazen come presidente legittimo dell’Autorità solo sino alla scadenza del suo mandato, il prossimo 9 gennaio.

Queste, però, sono questioni meramente politiche. Il dialogo, invece, si costruisce su altro. Per strada, tra le persone normali, che invece in Terra Santa non si incontrano, ma camminano solo – talvolta – sulle stesse pietre. È stato il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, a dare la sferzata, perché «il problema – ha detto – è che il dialogo è solo tra israeliani e palestinesi, ed è un dialogo che non ha nessun legame con la realtà, non tocca la realtà della gente». Il conflitto, insomma, si svolge in un posto in cui ci sono tre fedi e almeno due culture, e nel quale «l’incontro è più difficile che da altre parti». Un posto, soprattutto, dove «c’è molto sospetto e non c’è fiducia reciproca». Fiducia che non si costruisce con la politica, ma in campo multiculturale e interreligioso.

«Non c’è solo questo, c’è la stanchezza della gente, che al dialogo non crede più», ha aggiunto il sociologo Bernard Sabella, riprendendo il tema della frustrazione nelle società israeliana e palestinese. «Si è passati attraverso varie fasi, in questi ultimi due decenni: prima è stata la rivolta, la prima intifada, a spingere al dialogo; poi c’è stata una forte e influente spinta da parte dei settori pacifisti; poi c’è stata la creazione di una vera e propria industria della pace, che ha reso alcuni molto ricchi». E infine, ha detto Sabella, deputato cristiano al parlamento palestinese, la stagione degli attentati suicidi nella seconda intifada ha praticamente svilito i settori pacifisti, che ora contano molto poco.

Un quadro poco incline all’ottimismo, completato dalle staffilate del rabbino David Rosen, che ancora una volta ha stigmatizzato l’emarginazione che i politici mediorientali hanno fatto delle autorità religiose. Le autorità religiose sono state escluse dalle dinamiche politiche, ed è stato per questo – è la sintesi del discorso del rabbino Rosen – che la religione è diventata «parte del problema», con la nascita di movimenti radicali di ispirazione religiosa. Ora è tempo, ha detto, che le autorità religiose diventino «parte della soluzione». Un discorso caro al rabbino Rosen, sul quale – però – non c’è stata unità di vedute, tra i relatori. Religione e politica, in Terra Santa, hanno dato spesso luogo a reazioni chimiche pericolose.

Newsletter

Ricevi i nostri aggiornamenti

Iscriviti

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

Vai al sito dell'Ufficio pellegrinaggi
Sostienici

Terrasanta.net conta anche sul tuo aiuto

Dona ora
In nome dell’amore
Simone Weil

In nome dell’amore

Investigazioni spirituali su Gesù di Nazaret
«Mangia il pane con gioia, bevi il vino con allegria»

«Mangia il pane con gioia, bevi il vino con allegria»

Letture di testi sacri per vivere insieme
Atti degli apostoli: analisi sintattica
Lesław Daniel Chrupcała

Atti degli apostoli: analisi sintattica

Calendario di Terra Santa 2020 (da tavolo)

Calendario di Terra Santa 2020 (da tavolo)

Gregoriano, giuliano, copto, etiopico, armeno, islamico, ebraico