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Religion Today quest’anno premia l’Iran

06/11/2008  |  Roma
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L'Iran sbanca il Religion Today: l'edizione 2008 del Festival del cinema delle religioni, terminata venerdì scorso, 31 ottobre, e dedicata al «Volto dell'Altro». «Si è appena conclusa un'ottima rassegna. La qualità delle opere in concorso è stata molto alta - ha detto a Terrasanta.net il presidente di Religion Today, Massimo Manservigi - e la presenza in concorso agli Oscar del film di Ismail ne è un segnale, così come l'affermazione dell'importante scuola iraniana. Ma il valore del nostro festival non si ferma al solo versante artistico: noi crediamo che il cinema sia soprattutto il messaggio che porta, e per questo un'occasione di dialogo».


L’Iran sbanca il Religion Today: l’edizione 2008 del Festival del cinema delle religioni, terminata venerdì scorso, 31 ottobre, e dedicata al «Volto dell’Altro», ha assegnato ben tre dei quattro riconoscimenti principali a pellicole persiane. Il gran premio della giuria internazionale è andato a A span of heaven di Ali Vazirian, film che narra del percorso da compiere per raggiungere il Paradiso secondo l’islam; miglior film a soggetto è The Night di Rasul Sadrameli, la vicenda di due uomini che, ammanettati insieme, trascorrono una notte che cambierà le loro vite; miglior cortometraggio è Come on, everybody is asleep di Zoreh Zamani, una storia di dialogo tra un bambino musulmano e uno cristiano. È italiano, invece, il miglior documentario: il premio è andato a Don Milani di Elisabetta Castana, sulla vita del Priore di Barbiana.

La storia di un altro grande sacerdote del Novecento è stata premiata dalla giuria del Signis, l’associazione internazionale della comunicazione cattolica, che ha votato come miglior film Don Zeno di Gianluigi Calderone, una produzione RaiFiction su don Saltini, fondatore di Nomadelfia. Signis ha anche assegnato una menzione speciale al film marocchino Goodbye mothers di Mohamed Ismail, pellicola che rappresenterà il Marocco alla selezione del miglior film straniero agli Oscar 2009.

«Si è appena conclusa un’ottima rassegna. La qualità delle opere in concorso è stata molto alta – ha detto a Terrasanta.net il presidente di Religion Today, Massimo Manservigi – e la presenza in concorso agli Oscar del film di Ismail ne è un segnale, così come l’affermazione dell’importante scuola iraniana. Ma il valore del nostro festival non si ferma al solo versante artistico: noi crediamo che il cinema sia soprattutto il messaggio che porta, e per questo un’occasione di dialogo».

Proprio per questa ragione una parte importante del calendario di Religion Today è stata dedicata agli incontri tra registi e produttori di diverse origini culturali e religiose. In 60, provenienti da 35 Paesi e da 4 continenti, hanno partecipato al «laboratorio di convivenza» che si è tenuto al convento passionista del Celio, a Roma. Per Manservigi è stato proprio questo il momento più significativo della rassegna: «Al Celio si sono confrontati professionisti del cinema cristiani, ortodossi e musulmani. Ognuno ha portato il proprio punto di vista, spesso distante da quello degli altri. Però ha vinto il dialogo. Gli israeliani e i siriani, per esempio, mi hanno detto: "Noi siamo quelli che di solito non si guardano nemmeno in faccia, ora invece stiamo parlando". È un’affermazione che riassume bene il senso del nostro lavoro».

Religion Today è un festival itinerante. Nato a Trento undici anni fa, ha da tempo superato i confini della città di origine. L’edizione 2008 ha fatto tappa a Ferrara, Nomadelfia, Bolzano e, soprattutto, Roma, dove la Pontificia università salesiana ha ospitato un’ampia rassegna di proiezioni e dibattiti. Nella capitale, infine, i partecipanti sono stati salutati da Benedetto XVI nel corso dell’udienza generale del 29 ottobre e i vincitori sono stati premiati dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. «Sappiamo quanto il Papa supporti gli sforzi per il dialogo interreligioso. In questo senso sono certo di interpretare il suo pensiero nel farvi i migliori auguri per uno sviluppo sempre più ampio del vostro festival», ha dichiarato il portavoce della Santa Sede.

Adesso si pensa al prossimo anno. L’organizzazione è già in moto: la direttrice artistica Lia Beltrami è appena volata in Siria. Il perché ce lo spiega Manservigi: «Nel 2009 il "laboratorio di convivenza" si terrà a Deir Mar Musa al-Habashi, monastero situato 80 chilometri a nord di Damasco e sede di un comunità monastica cattolica e siro-ortodossa impegnata nel dialogo interreligioso. Ci aspettiamo moltissimo da questo appuntamento, dopo il successo dell’incontro del Celio». Il presidente, infine, ci regala un’anticipazione sul tema del concorso del 2009: «Non abbiamo ancora deciso ufficialmente i dettagli, ma vorremmo dedicare il festival ai concetti di "nascita" e "rinascita", chiedendo ai partecipanti di raccontare nelle loro opere come la loro religione celebra il sorgere della vita naturale e i riti di ingresso e passaggio nel loro culto».

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