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George W. a casa di Pietro

11/01/2008  |  Cafarnao
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Le ultime ore del soggiorno in Terra Santa - conclusosi oggi con il decollo del suo aereo alla volta del Kuwait dove prosegue il viaggio di nove giorni - il presidente statunitense George W. Bush le ha trascorse da pellegrino. Accompagnato dal segretario di Stato Condoleezza Rice, il capo della Casa Bianca è volato in Galilea, sulla sponda settentrionale del lago di Tiberiade, per visitare il santuario delle Beatitudini e le vestigia archeologiche di Cafarnao, il villaggio dell'apostolo Pietro in cui Gesù stesso soggiornò a lungo nel periodo della sua predicazione pubblica. Ad accoglierlo, tra gli altri, i frati della Custodia.



(g.s.) – Le ultime ore del soggiorno in Terra Santa – conclusosi oggi con il decollo del suo aereo alla volta del Kuwait dove prosegue il viaggio di nove giorni – il presidente statunitense George W. Bush le ha trascorse da pellegrino. Dopo essersi recato questa mattina al museo dell’Olocausto (Yad Vashem), il capo della Casa Bianca, accompagnato dal segretario di Stato Condoleezza Rice, è volato in Galilea, sulla sponda settentrionale del lago di Tiberiade, per visitare il santuario delle Beatitudini e le vestigia archeologiche di Cafarnao, il villaggio dell’apostolo Pietro in cui Gesù stesso soggiornò a lungo nel periodo della sua predicazione pubblica.

Sul Monte il presidente ha ascoltato la lettura del brano evangelico delle beatitudini e ha ricevuto in dono una scultura su cui sono incise le parole di Gesù: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

Scesi in riva al lago, appena ai piedi della collina, Bush e la Rice sono stati accolti dai francescani, proprietari dell’area archeologica di Cafarnao con gli scavi del villaggio che include le rovine della casa di Pietro e le vestigia di un’antica sinagoga, di epoca posteriore.

Il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, insieme con il confratello statunitense fra Peter Vasko, hanno offerto agli ospiti una breve presentazione del luogo, delle scoperte archeologiche e del loro significato. Rispondendo alle richieste dei giornalisti presenti, Bush ha dichiarato che mettere i propri piedi nei luoghi di Gesù è stata «un’esperienza sorprendente». Già nella giornata di ieri, 10 gennaio, Bush aveva fatto visita alla basilica della Natività, in una Betlemme, che per l’occasione è stata sottoposta a imponenti misure di sicurezza. Nell’occasione era avvenuto un primo incontro con il padre Custode, ma anche con il patriarca greco-ortodosso Teofilo III, che ha fatto da guida al presidente all’interno della basilica.

Il capo della Casa Bianca ha accettato l’invito del suo omologo israeliano Shimon Peres e del capo del governo Ehud Olmert a tornare in Israele in maggio, per le celebrazioni dedicate al sessantesimo anniversario di fondazione dello Stato. Prima di partire si è più volte detto fiducioso che sarà possibile giungere alla pace tra israeliani e palestinesi entro il 2008 in concomitanza con lo scadere del suo mandato.

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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