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La giornata mondiale per la Terra Santa

03/04/2007  |  Roma
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La giornata mondiale per la Terra Santa

In tutte le Chiese del mondo si tiene tra pochi giorni, il 6 aprile, la Colletta del Venerdì Santo, nella Giornata dedicata, per espresso volere del Papa, al sostegno delle opere e delle Chiese di Terra Santa. La responsabilità di tutti i fedeli cattolici è stata ribadita anche dal messaggio che il cardinal Moussa Daoud, prefetto della Congregazione delle Chiese orientali, ha inviato ai vescovi nelle scorse settimane. Ma quando a quando risale una simile iniziativa? Ce lo spiega una nota storica di padre François Akl, funzionario del dicastero vaticano per i cattolici orientali.


In tutte le Chiese del mondo si tiene tra pochi giorni, il 6 aprile, la Colletta del Venerdì Santo, la Giornata dedicata, per espresso volere del Papa, al sostegno delle opere e delle Chiese di Terra Santa. Secondo le disposizioni in vigore, le offerte raccolte dalle comunità vanno inviate dai parroci e dai rettori delle chiese e degli oratori al proprio vescovo, il quale le consegnerà al Commissario di Terra Santa più vicino. La responsabilità di tutti i fedeli è stata ribadita anche dal messaggio che il cardinal Moussa Daoud, prefetto della Congregazione delle Chiese orientali, ha diffuso nelle scorse settimane: «È grave la responsabilità che incombe sulla Chiesa universale a riguardo della Chiesa Madre di Gerusalemme. A tutti i cattolici del mondo si fa dunque dovere di accompagnare con la preghiera e la solidarietà anche economica le comunità cristiane di quella Terra benedetta, che, tra mille difficoltà, offrono quotidianamente e in silenzio un’autentica testimonianza del Vangelo». (Per leggere il messaggio integrale indirizzato ai vescovi clicca qui)

 

* * *

Ecco una nota storica di padre François Akl – funzionario del già citato dicastero vaticano – sull’origine della Colletta, una pratica antichissima, confermata nel corso dei secoli dai Pontefici.

Non sono numerosi i documenti pontifici in nostro possesso dai quali trarre informazioni sul tema. Il nostro intento però è quello di mettere in evidenza ciò che i Papi hanno detto, lungo la storia, sul cosiddetto Obolo o Colletta per la Terra Santa.

Nei secoli passati i frati francescani, custodi dei Luoghi Santi, si rivolgevano direttamente ai Principi e al popolo cristiano, inviando nelle nazioni cattoliche alcuni religiosi con l’incarico di esporre le necessità dei Luoghi Santi e di raccogliere elemosine. Questi religiosi venivano chiamati Procuratori o Commissari di Terra Santa. Papa Martino V, nel 1421, diede facoltà al Custode di nominarli e di destituirli.

Già Papa Sisto V, nel 1589, stabilì che durante tre domeniche o giorni festivi durante l’anno, gli Ordinari del luogo sollecitassero la raccolta di offerte per la Terra Santa.

Tale disposizione venne confermata dal Sommo Pontefice Urbano VIII, con Breve del 3 febbraio 1642, documento che purtroppo non possediamo. Larghi brani del testo però sono riportati nel Breve seguente, di Innocenzo X  (19 settembre 1645): Salvatoris et Domini Nostri…, col quale invitava tutti gli ordinari e Superiori Generali degli Ordini e Congregazioni Religiose a curare che i predicatori durante i loro sermoni raccomandassero ai fedeli, due volte l’anno, in Avvento e Quaresima, la raccolta di elemosine per i Luoghi Santi.

Papa Alessandro VIII (1689-1691), ripeté le stesse precedenti disposizioni, ma portò a quattro le collette annuali per i Luoghi Santi. Il Santo Padre Benedetto XIV (1740-1758), ripeté ancora l’ordine di raccogliere quattro volte l’anno le offerte, in Avvento e Quaresima, in tutte le diocesi, e da parte di tutti gli Ordini e Congregazioni religiose.

Pio VI, con la Bolla Inter cetera Divinorum del 31 luglio 1778, decretò che da tutti i vescovi, quattro volte l’anno, si raccomandassero i bisogni della Terra Santa alla pia carità dei fedeli. Papa Leone XIII, invece, con il Breve, Domini et Salvatoris nostris Iesu Christi, del 26 dicembre 1887 ridusse praticamente a un solo giorno la Colletta, confermando in tutte le diocesi e presso altri Ordinari cattolici la raccolta delle offerte per la Terra Santa, e dispose che in ogni parrocchia almeno una volta l’anno, preferibilmente il Venerdì Santo, si chiedessero elemosine per i Luoghi Santi.

Pio X, con il documento Ad sublevandas Terrae Sanctae necessitates del 23 ottobre 1913, confermò tutte le disposizioni del Breve di Leone XIII. Papa Benedetto XV, con l’Inclytum Fratrum Minorum, del 14 ottobre 1918 accennando alla modalità della raccolta della Colletta scriveva ad litteram: «Perciò ordiniamo che il Parroco consegni al Vescovo le elemosine raccolte (il Venerdì Santo) e che il Vescovo a sua volta le consegni al più vicino Commissario francescano incaricato della Terra Santa; ma vogliamo che questi provveda, come di consueto, a trasmetterle quanto prima a Gerusalemme al Custode dei Luoghi Santi». Poi col suo Motu Proprio Nuper ex Venerabilius Fratris Patriarchæ, dell’11 marzo 1919, riaffermò le stesse precedenti disposizioni.

A seguito del Motu Proprio Sancta Dei Ecclesia, Papa Pio XI, in data 25 marzo 1938, estese la giurisdizione della Congregazione per la Chiesa Orientale alla Palestina. Fino a quel periodo, secondo alcuni Documenti della Congregazione, le disposizioni in vigore stabilivano che gli Ordinari stessi erano incaricati di raccogliere le elemosine per i Luoghi Santi una volta all’anno e dovevano trasmetterle al Commissario di Terra Santa del luogo. I Commissari appartenevano esclusivamente all’Ordine dei Frati minori. Papa Giovanni XXIII con il documento Sacra Palestina loca, del 17 aprile 1960, confermava le norme stabilite dai suoi predecessori.

Il Documento Pontificio importante circa la prassi antica e attuale in merito alla Colletta, è Nobis in animo di Papa Paolo VI del 25 marzo 1974, in cui si dice testualmente: «I Frati Minori si rivolsero direttamente ai grandi e agli umili per raccogliere elemosine, ed i religiosi destinati ad assolvere questa opera ebbero il titolo ufficiale di Procuratori o Commissari di Terra Santa».

Con il trascorrere del tempo e il dilatarsi delle necessità, la loro opera si rivelò insufficiente. Per questo i Sommi Pontefici intervennero più volte ordinando la Collecta pro locis Sanctis, indicando le finalità, i tempi ed i modi perché le offerte pervenissero a destinazione per il tramite degli Ordinari.

Giovanni Paolo II non ha aggiunto praticamente nessun’altra norma riguardo alla Colletta della Terra Santa, ma ne ha sempre sottolineato l’importanza. Lo stesso si deve dire dell’attuale Sommo Pontefice Benedetto XVI.

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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