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Jaeger: «Governi e società civile per la pace in Terra Santa!»

29/11/2006  |  Asti
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Venerdì 24 novembre, ad Asti, un folto pubblico ha ascoltato la conversazione del francescano padre David-Maria A. Jaeger sulla situazione sociale e politica nella terra di Gesù. Ideato e patrocinato dalla locale sezione dell'Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid), e alla presenza del vescovo mons. Francesco Ravinale, l'appuntamento è servito a sottolineare le questioni cruciali che riguardano la Terra Santa.


Presso la sede del seminario vescovile di Asti, venerdì 24 novembre il francescano di Terra Santa padre David-Maria A. Jaeger ha tenuto una conferenza sulla situazione sociale e politica nella terra di Gesù. Ideato e patrocinato dalla locale sezione dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid), alla presenza del vescovo mons. Francesco Ravinale e di un pubblico folto e attento, l’appuntamento è servito a sottolineare le questioni che affliggono la Terra Santa, a fare il punto sulle attese suscitate dalla Conferenza di pace di Madrid (1991) e sugli sviluppi – negativi e positivi – verificatisi negli ultimi quindici anni. Il conferenziere non ha nascosto la propria convinzione, frutto di un’attenta analisi della situazione: per percorrere la via alla pace in Terra Santa serve una nuova Conferenza di Madrid.

Nell’elogiare la nuova iniziativa di pace annunciata da Francia, Spagna e Italia, Paesi-chiave dell’Unione Europea, padre Jaeger ha dichiarato: «È un primo passo promettente, un segnale forte che l’Europa si sta svegliando da un torpore durato anni, assumendo finalmente un ruolo di spicco proporzionato alle sue grandissime possibilità. Non si tratta di fare concorrenza agli Stati Uniti. Lo stesso ministro degli Esteri spagnolo, grande conoscitore delle vicende medio-orientali, ha pubblicamente espresso la sua speranza che gli Usa facciano anch’essi propria la proposta europea e che il presidente Bush, nel restante biennio di presidenza, giochi utilmente il suo ruolo-guida».

Alludendo ai malumori e alle perplessità che esistono in autorevoli ambienti cattolici nei riguardi di elementi dell’attuale governo italiano e spagnolo «per questioni importanti, ma che nulla però hanno a che fare con la ricerca della pace in Terra Santa», padre Jaeger ha espresso l’auspicio che l’importantissima iniziativa di questi governi in favore della pace «non sia fatta oggetto (o peggio ancora, non sia vittima) di lotte partitiche o comunque legate alla politica interna dei Paesi. Le iniziative di pace in Terra Santa devono essere piuttosto un fattore di unità, perché toccano non solo il bene dei popoli e della Chiesa nei Luoghi Santi, ma gli interessi fondamentali della stessa Europa e delle singole sue Nazioni».

«Tutti i Paesi del Vecchio continente – ha proseguito padre Jaeger – hanno solo da guadagnare da un Medio Oriente pacificato, e tanto da temere dalla degenerazione ulteriore delle tensioni e dei conflitti. Sono passati solo poche settimane infatti dall’intervento dell’Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu mons. Celetino Migliore, nel quale ammoniva l’Assemblea generale dei rischi di una degenerazione del conflitto in assenza di una seria iniziativa di pace».

Pochi giorni prima della conferenza di Asti, padre Jaeger ha tenuto la prolusione di apertura dell’anno accademico presso lo Studio teologico francescano di Murcia (Spagna). Anche in quella occasione il francescano ha lanciato il suo appello perché l’opinione pubblica e la società civile si faccia portavoce presso i governi delle necessità di riprendere il processo di pace in Medio Oriente. Un’azione di base che potrebbe sembrare ininfluente di fronte alle grandi sfide della politica, ma che invece si inserisce nel solco del carisma e dello stile francescano: «San Francesco non esitò a indirizzare, con grande franchezza e speranza, una lettera proprio ai "Reggitori dei Popoli", lontani anni luce dalle umili dimore dei suoi frati mendicanti… Anche l’oceano è fatto di singole gocce e ciascuno, per quello che può e gli compete, è chiamato a contribuire ai nuovi orizzonti della pace».

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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