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I settimanali cattolici: «Anche noi pellegrini alle radici della nostra fede».

22/05/2006  |  Milano
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Tra fine aprile e i primi di maggio i settimanali cattolici italiani hanno promosso un pellegrinaggio in Terra Santa nel quadro delle celebrazioni del quarantesimo della loro Federazione. Don Giorgio Zucchelli, che ne è il presidente, ci spiega il senso di questo ritorno alle sorgenti. E annuncia l'intenzione di avviare una stretta collaborazione con le nostre testate.


Un milione di copie vendute tra 160 testate diverse. Sono numeri di tutto rispetto quelli della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della sua fondazione. Per celebrarlo, la Fisc ha organizzato tra fine aprile e i primi di maggio un pellegrinaggio in Terra Santa guidato dal suo presidente, don Giorgio Zucchelli, direttore del settimanale cattolico di Crema Il nuovo Torrazzo.

Don Zucchelli com’è nata questa iniziativa?
In Terra Santa ci sono le sorgenti della nostra fede. Abbiamo ritenuto che fosse il luogo ideale in cui ringraziare il Signore per quanto ci ha donato in quarant’anni d’attività. La nostra associazione è sempre più estesa e influente nel panorama mediatico italiano. Soprattutto al Nord dove la presenza dei settimanali diocesani è più capillare per ragioni di tipo storico-culturale. Ma anche al Sud stiamo riscontrando una sensibilità crescente.

Chi ha partecipato al pellegrinaggio?
In tutto 120 persone: la maggior parte lettori, ma c’erano anche giornalisti, collaboratori e operatori della comunicazione sociale. Per questo oltre all’itinerario classico dei Luoghi Santi, c’è stata una giornata tutta dedicata alla riflessione sul Vangelo e i media. La nostra associazione è nata proprio con questo intento: creare maggiore comunione per annunciare con più efficacia la buona notizia.

Con quale stato d’animo è tornato dalla Terra Santa?
Senza dubbio con una grande forza interiore nel proseguire in questo cammino di testimonianza. Credo sia così per tutti i partecipanti e coloro che visitano quei posti. E poi con il desiderio di ampliare l’informazione su quella realtà.

Nei settimanali diocesani?
Certo. Sono senz’altro molto legati al territorio. Ma credo che al lettore possa interessare una finestra sui luoghi di Gesù. L’informazione dei grandi media è abbondante, ma appiattita soltanto sulle vicende politiche legate alla Terra Santa. Noi invece potremmo dar conto di una realtà diversa, per esempio delle tante iniziative messe in campo dai frati. Potrebbe essere un ulteriore miglioramento delle nostre testate che in questi anni sono cresciute nei contenuti, nelle tecnologie e nell’organizzazione. Mentre l’attenzione alla Terra Santa è purtroppo ancora scarsa.

Come pensa di migliorarla?
Un primo passo potrebbe essere una maggiore interazione con le pubblicazioni edite dalla Custodia di Terra Santa. Durante il pellegrinaggio ne ho parlato con padre Artemio Vitores, vicario custodiale. Mi piacerebbe che la rivista Terrasanta entrasse a far parte della nostra federazione come membro onorario, non essendo un media diocesano. Abbiamo creato già una commissione della Fisc per concretizzare questo desiderio. La speranza è che possa nascere presto una collaborazione importante.

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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