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Fare parrocchia a Gerusalemme. I cattolici latini si interrogano.

27/03/2006  |  Gerusalemme
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Nella parrocchia di San Salvatore, in città vecchia, i cattolici di rito latino si riuniscono e dibattono. Molti e complessi i temi da affrontare per ridare slancio alla vita della comunità. Squarci sull'ultima assemblea parrocchiale. 


(g.s.) – Come in tutte le parrocchie cattoliche del mondo anche a Gerusalemme si fanno riunioni e confronti di gruppo. Lì, però, c’è anche l’emozione di sapersi legati non solo per fede, ma anche quasi per patrimonio genetico alla primissima comunità riunitasi intorno agli apostoli dopo la risurrezione e l’ascesa al Cielo di Gesù risorto.

Il 23 marzo scorso i fedeli di San Salvatore, la parrocchia latina in città vecchia, si sono incontrati numerosi, insieme al parroco padre Ibrahim Faltas e ai suoi assistenti, per un’assemblea sul tema: «Essere cristiani oggi a Gerusalemme».

Insieme hanno analizzato i diversi problemi che affliggono la parrocchia e la sua gente. L’elenco è lungo: una presenza cristiana che in città è debole e instabile; la mancanza di case, la disgregazione familiare; la violenza entro le mura domestiche; l’assenza di strutture sportive; la droga, la sporcizia nelle vie, la scarsa illuminazione, le condizioni sanitarie povere, la mancanza di opportunità d’incontro sociale e culturale per i giovani; la mancanza di insegnanti cristiani, il disinteresse delle famiglie per l’insegnamento religioso, l’ignoranza del patrimonio cristiano, l’emarginazione dei giovani, una scarsa conoscenza delle culture musulmana ed ebraica.

Sul versante più propriamente religioso si è discusso della mancanza di cooperazione tra le varie istituzioni parrocchiali, del ruolo dei giovani nella parrocchia, di ignoranza dei contenuti di fede, di mancanza di preparazione dei leader dei gruppi giovanili, di relazioni cristiani-musulmani, di matrimoni misto e di assenza di uno spirito di volontariato.

Tutte questioni di grande spessore che i parrocchiani hanno deciso di approfondire con calma, affidando il compito di riflettere a gruppi di giovani e adulti che affiancheranno il parroco. L’obiettivo è di delineare un nuovo progetto pastorale e riqualificare la vita della comunità.

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